Omicidio Nada Cella: bugie e silenzi in un condominio “per bene”
Depositati gli atti , con la richiesta di rinvio a giudizio di Annalucia Cecere. Un’intercettazione aggrava la sua posizione. Ma 27 anni fa l’omertà degli inquilini ha depistato le indagini.
Sono stati depositati gli atti della Procura di Genova, in merito alla richiesta di rinvio a giudizio di Annalucia Cecere per l’omicidio di Nada Cella. Il pubblico ministero Gabriella Dotto, sottolinea le motivazioni della richiesta di rinvio a giudizio, indicando una conversazione tra Marisa Bacchioni e il figlio Marco Soracco, l’ex datore di lavoro di Nada Cella, a lungo sospettato dell’omicidio e successivamente scagionato.
Il colloquio, che si svolge presso la Questura di Genova, la mattina del 25 Maggio 2021, durante la riapertura delle indagini, è intercettato tramite delle “cimici” ambientali piazzate sotto le sedie. Durante la conversazione, la signora Bacchioni si rivolge al figlio dicendo “Ma guarda un po’ quanto danno ci ha fatto quella donna” Secondo il magistrato, questo evidenzia la consapevolezza da parte della donna di essere stata danneggiata dalla signora Cecere per aver trascinato nuovamente, lei e il figlio, in una vicenda giudiziaria.
Malgrado la conoscenza dell’indagata davanti ai magistrati, madre e figlio hanno sempre negato di avere avuto rapporti con la stessa Cecere. Tanto da indurre i magistrati ad accusare Soracco e la Bacchioni , di favoreggiamento e falsa testimonianza.
Chi è la ragazza che fugge con lo scooter ?
Annalucia Cecere è un ex insegnante, 55enne, accusata di avere assassinato Nada Cella, assistente del commercialista Marco Soracco, il 6 Maggio 1996. La ragazza, all’epoca 26enne, venne uccisa a colpi di fermacarte e pinzatrice, tra le 8.50 e le 9 mentre era sul posto di lavoro nello studio Soracco a Chiavari, nella centralissima via Marsala. Secondo i magistrati, l’indagata è stata spinta al delitto per prendere il posto di lavoro di Nada Cella e sposare il commercialista. La dottoressa Dotto, cita diverse intercettazioni telefoniche del 1996, in cui la Bacchioni afferma di conoscere bene l’insegnante accusata. Racconta ad un amica che il figlio era stanco di vedere la Cecere in studio. Una inquilina dello stabile, Liliana Cavagno , ora deceduta, indica alla madre di Soracco, Annalucia Cecere come la ragazza che fugge da via Marsala con uno scooter, poco dopo l’assassinio di Nada Cella. Particolare a conoscenza delle sorelle Bacchioni, tanto da essere annotato su alcuni diari sequestrati. Egle Sanguinetti, altra inquilina scomparsa, ha mentito sugli orari di arrivo del commercialista, il giorno del delitto. Inoltre sarebbe la stessa Bacchioni a confidare ad un sacerdote che l’ex insegnante, si era invaghita del figlio .
La presunta richiesta di essere assunta al posto di Nada Cella
Altro elemento considerato fondamentale dalla Procura è l’atteggiamento dell’indagata subito dopo l’omicidio di Nada Cella. Chiede all’ex fidanzato di dichiarare agli inquirenti, che la fine del loro rapporto è successivo al 1996 . Per i magistrati è un tentativo di depistaggio, per eliminare il movente passionale, dimostrando che all’epoca dei fatti la Cecere era ancora impegnata sentimentalmente. Ma l’uomo mantiene la sua versione, perché le date della loro relazione, coincidono con la fine del periodo d’insegnamento al Nautico di Chiavari e l’inizio della sua carriera come docente a Genova. Infine c’è l’ultima intercettazione di una telefonata tra Bacchioni e l’amica Tina , nel Maggio 2021, in cui la donna rivela che la Cecere ha chiamato un’amica del figlio, poche ore dopo l’annuncio in televisione del decesso di Nada Cella, chiedendo di intercedere per essere assunta al posto di Nada
