Passaporti: è il caos!
Un amico, nello scorso ottobre, cioè 5 mesi fa, ha chiesto il rinnovo del proprio passaporto. Lo ha fatto per tempo perché in aprile, dalla Repubblica Dominicana dove vive, è stato invitato a un importante convegno in Inghilterra.
Siamo a fine marzo, cioè agli sgoccioli e lui il su o benedetto passaporto non lo ha ancora. Fortunatamente l’amico ha anche la cittadinanza dominicana e, quindi, attraverso questa, ha chiesto il visto all’ambasciata inglese di Santo Domingo per poter finalmente atterrare a Heatrow, cioè a Londra. Se poi, da Londra volesse andare a fare una visitina in Italia alla famiglia usando il suo passaporto italiano scaduto arriverebbe probabilmente a Linate, ma poi a Milano ci rimarrebbe, almeno fino a che non potrà avere il suo nuovo documento.
Lo chiamano il caos italiano dei passaporti. Le ragioni sarebbero la somma di richieste nuove a quelle arretrate per il Covid. Ma l’emergenza Covid è finita da parecchio, diciamo noi, e quindi provvedimenti avrebbero dovuto essere presi per tempo perché il problema sta causando serissimi problemi anche a livello economico, infatti fioccano le disdette ai tour operatos sui voli aerei per viaggi e vacanze all’estero. Senza dimenticare quelli legati al ricongiungimento delle famiglie.
Quando se ne uscirà? Impossibile dirlo. I funzionari stanno facendo gli straordinari. Il Ministero degli Interni ha attivato un piano operativo straordinario: rinforzo del personale, task force per ricevere le richieste e lavorarle, apertura anche nei fine settimana. Poi appuntamenti per le urgenze.
Alla luce di quanto sta accadendo appare comunque chiaro che servono maggiori investimenti tecnologici e, sicuramente, in tempo di Covid, quando la stasi è durata due anni, sarebbe servita magari anche una buona dose di preveggenza su quanto poteva accadere con la prevedibile valanga di richieste subito dopo l’emergenza.
