Presentata al Senato la XVII edizione delle Giornate dell’Emigrazione
E’ stata presentata al Senato la XVII edizione delle Giornate dell’Emigrazione. Il primo panel dell’incontro, moderato dalla giornalista della Rai Nadia Pedicino, è stato dedicato al tema : “Italiani protagonisti di tempi e luoghi lontani”. Si è parlato delle storie di cinque italiani all’estero: Amadeo Giannini, Fiorello La Guardia, Filippo Gagliardi, Tina Modotti e Anna Malfatti. Il dibattitto è stato aperto da del deputato Toni Ricciardi (Pd – Ripartizione Europa), il quale ha definito il fenomeno migratorio italiano, come “il più grande fenomeno sociale del nostro paese”. “La migrazione – ha affermato il deputato – è l’unico elemento in grado di accomunare una persona nata in Val D’Aosta, quando ancora non faceva parte dell’Italia, con qualcuno nato a Lampedusa, secondo me quindi questa è chiave di volta che dovremmo utilizzare”. Ricciardi si è poi soffermato sulla storia di Tina Modotti, “Tina – ha spiegato il deputato – era una grandissima fotografa del XX secolo ed era friulana, un pezzo di territorio che è sempre stato un crocevia di popoli di idee ed ideologie… Tina – ha continuato Ricciardi – ha vissuto la sua prima esperienza migratoria nel 1905 in Austria con la famiglia, ma il punto di svolta avviene nel 1913, quando arriva a San Francisco. L’anno 1913 fa parte di quel periodo in cui la storiografia individua la grande migrazione, che va dal 1900 al 1915. Questo viaggio la porterà poi nel 1920 a vivere qualche esperienza Hollywoodiana, parteciperà a qualche pellicola e nascerà la passione per la fotografia, ma in realtà questa esperienza non sarà positiva. Siamo in una fase in cui Hollywood inizia la sua ascesa significativa, perché il cinema diverrà un elemento di comunicazione di massa. Dopo l’esperienza Hollywoodiana Tina si reca in un altro paese, che per lei sarà molto importante, che segnerà la sua parte più rivoluzionaria, il Messico. La sua esperienza messicana la spinge ad entrare in contatto con il mondo del partito comunista internazionale, conosce molte personalità, a partire da Frida Kahlo. Il 1927 si caratterizza per il suo far parte del comitato a difesa di Sacco e Balzetti. Questa vicenda – ha proseguito il deputato – la porterà in Europa, passando per Berlino, dove diventerà uno degli elementi trainanti del soccorso rosso internazionale. Nel 1936 assisterà alla guerra di Spagna, e poi allo scoppio della seconda guerra mondiale, ,ma non vedrà la fine di questo conflitto perché nel 1942 verrà colpita da un infarto fulminante”. Al termine del suo intervento, tornando all’attualità, Ricciardi ha sottolineato l’importanza del Progetto del Maeci sul turismo delle radici e della necessità di portare avanti questa iniziativa. Ha poi preso la parola , intervenendo da remoto, il Console Generale d’Italia a New York Fabrizio Di Michele che ha espresso apprezzamento per la nuova iniziativa del Maeci che intende raccontare alle nuove generazioni attraverso i fumetti le storie degli italiani all’estero. “Le nuove generazioni di migranti che arrivano negli Stati Uniti, – ha affermato il Console Generale – giungono già con le capacità ed il potenziale per occupare i vertici di questo paese, nel mondo della ricerca, della finanza del business, magari meno nel mondo della politica e della pubblica amministrazione, che richiedono invece generazioni ed una storia anche famigliare, per poter entrarci. Se noi pensiamo al passato, ai milioni di italiani venuti qui nel secolo scorso, – ha proseguito Di Michele – le storie di successo non sono numerose, e non ce ne possiamo stupire, perché la gran parte degli italiani erano venuti negli Stati Uniti per necessità, erano quelli con la valigia di cartone che con il loro lavoro hanno aiutato a costruire la prosperità di questo paese”. Il Console Generale si è poi soffermato storia di Fiorello La Guardia: “Dobbiamo immaginarci il figlio di un pugliese e di una triestina arrivati negli Stati Uniti alla fine dell’800’. La Guardia prima di diventare sindaco è già una figura eroica, un poliglotta, un musicista, ma anche un eroe di guerra, un procuratore e un antiproibizionista. Una figura che si candidò con il partito Repubblicano sulla spinta dalla lotta contro il crimine. La Guardia per realizzare quello che ha realizzato, pur essendo dotato di una personalità eccezionale, come tutti gli italiani dell’epoca ha dovuto faticare molto, superando la enorme barriera del pregiudizio. Fiorello La Guardia fu quindi il capostipite dei politici italo-americani, che hanno segnato la storia di questo Paese”. Di Michele ha poi parlato della figura di Madre Francesca Cabrini prima Santa americana ,nata in Italia in Lombardia, missionaria del Sacro cuore Gesù, inviata negli Stati Uniti a fine 800’ ad occuparsi degli immigrati italiani. Una suora che a fine 800’ lottò contro la discriminazione razziale anti italiana, e in primis contro le autorità di New York, che non erano interessate al sostegno, all’assistenza dei poveri migranti, che vivevano in condizioni catastrofiche. “La storia di Madre Cabrini – ha continuato Di Michele ricordando i risultato raggiunti dalla suora con l’apertura di orfanotrofi e di centri di assistenza – è quella di una missionaria, che poi passò la sua vita anche in sud America, ma anche una storia di affermazione femminile”. Il Console Generale ha poi parlato della figura di Leonard Riggio, uomo di origine siciliane, nato in Little Italy, il quale riuscì a realizzare il sogno americano, attraverso il mercato delle librerie, e creò la più grande catena di librerie nel mondo. È poi intervenuto, sempre da remoto, Anthony Tamburri CEO John Calandra Institute “Aggiungerò solamente qualche passo su La Guardia – ha esordito Tamburri – perché era un personaggio unico nella storia, non solo in quella degli italiani in America, ma anche nella storia della politica statunitense. Nel 1993 un gruppo di studiosi lo ha identificato, come il miglior Sindaco di una grande città degli Stati Uniti”. Tamburri ha anche ricordato come dopo La Guardia, che ha imparato l’italiano in età adulta, vi furono a New York altri tre sindaci Italo – Americani: Vincent Impellitteri, Rudolph Giuliani e Bill De Blasio. A seguire ha preso la parola Delfina Licata (Fondazione Migrantes), la quale ha parlato della figura Amedeo Peter Giannini, nato a San Josè California nel 1870. “La storia di Amedeo Peter Giannini – ha rilevato Licata – è davvero incredibile, nel 2020 Giorgio A. Chiarva gli ha dedicato il romanzo “Il banchiere galantuomo”, nel 2017 Guido Crapanzano ha pubblicato “Il banchiere che investiva nel futuro”, il 6 giugno 2024 è arrivato nelle sale italiane il documentario “Made in Deams”. “Giannini – ha proseguito Delfina Licata – era figlio della migrazione. Orfano di padre all’età di 8 anni, la sua esperienza della migrazione lo rese particolarmente sensibile alle persone migranti, a coloro che sognavano una vita diversa. Credendo anche lui nel sogno americano divenne difensore delle minoranze e di quella italiana in particolare. Iniziò poco più che adolescente a lavorare con il patrigno in una società di consulenze bancarie, le sue capacità finanziarie furono subito palesi, a 30 anni era un uomo ricchissimo. Sposò la figlia di un magnate italo-americano nel campo immobiliare e iniziò a lavorare nella banca della Little Italy di San Francisco, dove si rese conto che potevano avere prestiti sono solo i ricchi. Non smentendo la sua sensibilità per i migranti e le sue umili origini, Amedeo volle cambiare prospettiva, facendo in modo che le banche si trasformino in luoghi di accoglienza, anche per chi ha il sogno di riuscire. Nel 1904 fondò la Bank of Italy con 150mila dollari. L’obiettivo era quello di aprire casse di deposito e risparmio alle classi meno abbienti, concedendo a loro anche prestiti. Far passare i soldi dei materassi dalla banca – ha aggiunto la sociologa – fu la sua grande sfida, per farlo girò porta a porta guadagnando la fiducia della gente, la Bank of Italy diventa così la banca del popolo”. Nel 1922 Giannini fondò la Bank of America con 400 filiali in tutti gli stati americani e negli successivi he finanziò gli innovatovi progetti animati della Walt Disney. E’ poi intervenuto da remoto il Direttore di Rai Italia Fabrizio Ferragni che ha illustrato alcune iniziative della rete da lui diretta, come ad esempio la trasmissione Casa Italia, della durata di circa due ore, che per la prima volta, nell’offerta internazionale della Rai, verrà trasmessa in diretta e tradotta in 200 paesi nel mondo, dopo la pausa delle feste di Natale. Un’altra trasmissione che va in onda tutti i giorni – ha segnalato Ferragni – è “Paparazzi” che viene proposta in lingua inglese insieme a Rai News. Tutte queste nostre produzioni possono essere viste su Rai Play. Stiamo inoltre lavorando – ha proseguito il Direttore – per raccontare il turismo delle radici, è un qualcosa che stiamo raccontando da tempo, ma lo faremmo da qui ad un mese circa, con una trasmissione apposita, che si chiama “Lo zio d’Italia”, che girerà tutte e 20 le regioni italiane, per raccontare le storie dei nostri connazionali che dall’estero tornano in Italia”. Il panel si è concluso con l’intervento dell’architetto e studioso di Emigrazione Felice De Martino che ha parlato della storia del magnate Filippo Gagliardi sottolineando come questa figura di successo, che lavorando ha costruito la sua fortuna in Venezuela, sia ritornato in patria e abbia saputo aiutare i connazionali del suo paese d’origine. (Lorenzo Morgia – Inform)
