Presentato alla Camera il Progetto “Casciamericana”
Si è tenuta alla Camera dei Deputati una conferenza stampa del deputato del Pd Toni Ricciardi, eletto nella ripartizione Europa, nel corso della quale è stato presentato il Progetto “Casciamericana”. Nel suo intervento Ricciardi ha definito questa iniziativa un’impresa culturale, cosa ancor più importante perché rivolta a un piccolo comune dell’Alta Irpinia. “È un tema a me molto caro quello della memoria migratoria. La migrazione non è un errore della storia, ma la vera identità di questo Paese”, ha spiegato Ricciardi che, dal suo punto di vista, vede l’essenza dell’italianità come un qualcosa di identificabile sicuramente in un aspetto univoco che è la migrazione. “Non c’è casa o provincia d’Italia che non abbiano vissuto l’esperienza migratoria”, ha aggiunto il deputato plaudendo a quei luoghi della memoria che fanno anche pedagogia. “L’emigrazione non è solo successo”, ha poi rilevato Ricciardi, ricordando che molti sono partiti, ma tanti sono anche rientrati, oppure si sono spostati in altri luoghi ancora. “La migrazione è un processo collettivo e molti hanno scritto pagine di storia inconsapevoli di averlo fatto”, ha sottolineato Ricciardi definendo il concetto stesso di ‘cascia’, che è la versione dialettale di cassa. “La cascia era quel luogo dove si stipava tutto il possibile”, ha spiegato Ricciardi evidenziando che a partire era chi sostanzialmente poteva contare sulla cosiddetta ‘cascia’, su quel piccolo patrimonio, e aveva magari un terreno da poter impegnare perché affrontare un viaggio era alquanto costoso. Il deputato si è anche soffermato sul fenomeno del turismo delle radici alla cui base c’è il desiderio dell’esperienza di capire le proprie origini o rivivere storie tramandate in ambito familiare. Tra gli altri interventi segnaliamo quello dell’architetto Vincenzo Tenore (direttore del Museo di Aquilonia) che si è detto felice che questa iniziativa sia stata accolta in un luogo istituzionale come la Camera: il suo progetto pilota è pensato per rivolgersi alle comunità di Aquilonia emigrate. Dal canto suo Marella Santangelo (Università di Napoli) ha definito questo progetto come un qualcosa di straordinario e da portare a compimento perché racconta di storie di partenze in cui però si lascia una parte di sé nel luogo da cui si parte. “Serve che alle nuove generazioni venga raccontata questa storia”, ha spiegato Santangelo. Antonio Caputo (Sindaco di Aquilonia) ha parlato dell’impegno del proprio Comune nella valorizzazione del territorio e del patrimonio sia materiale che immateriale. Caputo ha anche evidenziato come l’accordo quadro tra il Comune e l’Università di Napoli abbia coinvolto proprio il Museo etnografico cittadino. “Ogni comunità emigrante ha mantenuto un legame profondo con il proprio paese d’origine”, ha spiegato Caputo precisando che il progetto in questione è un’opportunità per porre al centro piccole realtà come Aquilonia. Il Sindaco ha anche sottolineato come il design possa essere uno strumento da utilizzare per promuovere il patrimonio. “Le nostre terre libere dal caos delle grandi città offrono ambienti perfetti per riflessione e innovazione”, ha concluso Caputo. Massimo Perriccioli (coordinatore del Corso di Laurea in Design di Comunità) ha ribadito che questo progetto rappresenta una sorta di “museo migrante” che va oltre l’idea statica che si ha normalmente di un museo. Perriccioli ha anche parlato dell’importanza di “Pensare a un museo in una maniera assolutamente dinamica, come vettore di valori e memorie ma soprattutto di cultura materiale”. (Inform)
