Dopo il referendum che sarà di noi italiani all’estero?
Riflessioni davanti a un caffè…
Dopo la vittoria del sì al referendum che sarà di noi italiani all’estero?
Davvero la riduzione dei parlamentari porterà dei benefici o sarà il solito gioco del “trucco c’è ma non si vede”? … per adesso…
Non sarà che ci stiamo preparando ad uno tsunami con conseguenze catastrofiche e lo hanno dipinto come la quiete dopo la tempesta?
Facciamo una breve analisi.
Si suppone che gli iscritti AIRE hanno il diritto e il dovere di votare, però molti, moltissimi connazionali non hanno ricevuto il plico con le tessere elettorali, quindi… è stato calpestato il loro diritto di espressione e di voto?
Quindi la domanda sorge spontanea: è da considerare valido questo referendum, dato che un’alta percentuale di noi residenti all’estero non ha potuto votare per negligenza di un sistema arcaico ed obsoleto. Magari, come già proposto, sarebbe meglio un voto elettronico, semplice, senza tanti costi, alla portata di tutti, in tutto il mondo.
Ad aggravare questa mancanza del poter esercire il diritto al voto ne conviene che noi del MIRE ci siamo anche impegnati a chiamare più volte UPS (la agenzia incaricata per la consegna e riconsegna delle buste elettorali) dicendo che c’erano connazionali che non avevano ricevuto le cartelle, segnalando a UPS, via mail, la provincia, la località, numero di telefono e nome e cognome e mettendo in conto conoscenza la Ambasciata.
Tante promesse e nessun risultato. Molte sono le Province dove UPS non è arrivato o dove i collaboratori di UPS dicevano che avevano il plico, confermavano la consegna, però la consegna non è mai avvenuta.
Questo non è tutto. Dove UPS ha fatto la consegna, quando l’incaricato è ripassato per ritirare le schede, sono state riconsegnate sulla stessa busta dove c’era nome e cognome, su insistenza degli stessi collaboratori di UPS, con il rischio di ottenere voto nullo (o cambiato a favore?) Questa è un’altra prova che ci fa capire che non è possibile gestire così delle votazioni.
Come cittadina italiana iscritta AIRE, Coordinatrice del MIRE, a nome di tutti quelli che volevano esprimere il proprio diritto democratico ed esercitare il loro dovere, chiedo di cambiare questa legge perchè venga migliorata e resa efficace. Affinchè noi Italiani all’estero possiamo votare e scegliere chi ci possa rappresentare.
Per Noi del MIRE è un privilegio ed un onore rappresentare i connazionali e ci batteremo fino ad esaurire le nostre forze per difendere anche i diritti costituzionali degli italiani all’estero. Se vogliamo che le cose cambino, dobbiamo cambiare tutto quello che non ha funzionato fino ad ora.
Martina Fabris
Coordinatrice MIRE Repubblica Dominicana Est
