Ricordo di Gianni De Tora, un pittore che celebrò i segni di Napoli
In tanti quadri di Gianni De Tora predominava l’azzurro. Il suo discorso artistico, rigoroso e fondato su solide basi concettuali e su una profonda conoscenza delle tecniche pittoriche , comunica un senso di serenità, di interesse per la vita e il mondo. Gianni era cosí, un uomo intenso, aperto, generoso e dotato dell’umiltà propria dei grandi artisti. Era consapevole del proprio valore ma non vi attribuiva solo una funzione monetaria. Con un gesto di grande eleganza, in chiusura della mostra che avevo organizzato per lui, mi disse di scegliere uno dei quadri, quello che mi piaceva di più. Scelsi « I segni di Napoli » una sintesi dell’anima e dei colori di quella città e ancora oggi, appeso alla parete del moi salotto, evoca le vibrazioni di serenità e spiritualità che formavano l’essenza della personalità di De Tora.
Casertano di nascita, era però nei colori e nella luce di Napoli, dove viveva, che aveva trovato gran parte della sua ispirazione. Aveva iniziato già negli anni ’60 le sue ricerche di espressione creativa che poi sfociò nella corrente dell’immaginario geometrico. Con altri artisti napoletani fu il fondatore del gruppo « Geometria e Ricerca », a proposito del quale venne pubblicata nel 1979 la monografia a cura dell’Istituto Grafico Editoriale Italiano. Le opere di De Tora furono esibite nelle capitali d’Europa, in mostre e Fiere artistiche, alla Biennale di Venezia, alla Mostra Internazionale a Valparaiso (Cile), alla Biennale di San Paolo del Brasile, e sono esposte in permanenza in musei in Francia, Finlandia e Italia. De Tora ha affiancato alla pittura anche una fervida attività di docente e una presenza attiva in circoli intellettuali e artistici di tutto rilievo sia a Napoli che a Roma. Fino all’ultimo ha lavorato, ha continuato la sua frequentazione di artisti, le discussioni generatrici di idee. E’ stato un pioniere, una voce importante e autorevole dell’arte italiana, una figura di grande rilievo nel panorama culturale napoletano e sulla più vasta ribalta internazionale.
Gianni si è spento a soli 65 anni il 21 giugno 2007, dopo una lunga malattia sopportata con la dignitá e il calmo coraggio che avevano contraddistinto la sua esistenza.
Fu un privilegio conoscerlo sia pure solo a livello epistolare e conservo ancora il manifesto della mostra d’arte che organizzai per lui al Centro Culturale Italiano di Vancouver, Columbia Britannica, nel maggio-giugno 1987. Avemmo un lungo scambio di corrispondenza e telefonate, occorsero mesi di progettazione per portare le opere di Gianni al pubblico di Vancouver, e lo scambio epistolare continuò per molti anni fino a quando, inaspettata e dolorosa, ho ricevuto la notizia della sua scomparsa. Quella volta, Gianni non potè venire a Vancouver per l’inaugurazione della sua mostra ed espresse il desiderio di poter visitare la città e incontrare la comunità italiana, ma per una serie di circostanze non ci fu possibile, nel corso degli anni seguenti, organizzare un’altra mostra. Nonostante i miei tentativi, non si poterono superare gli ostacoli delle difficoltà burocratiche e dei finanziamenti difficili da ottenere da parte delle autorità italiane per le coprire le spese di spedizione delle opere. Gianni era un uomo che non sapeva né voleva scendere a compromessi, cercare le raccomandazioni autorevoli e spesso restava tagliato fuori dai favori e emolumenti che vengono elargiti a chi sa navigare le correnti di palazzo. Cosí non ho mai potuto conoscere Gianni di persona; per una serie di coincidenze, non riuscimmo ad incontrarsi neppure durante le mie visite in Italia e negli anni dopo la sua scomparsa ho rimpianto di non essermi organizzata meglio per andare a trovarlo a Napoli, di non aver riflettuto che a volte la vita ci prende di contropiede e che le occasioni perdute possono non tornare mai piú. Mi resta il ricordo di una amicizia ventennale di cui mi onoro, il ricordo di un artista di grande livello, dalla ispirazione pura che ha contraddistinto il suo esemplare e sofisticato percorso artistico, ma soprattutto mi resta il ricordo di un uomo buono, integro, un fratello spirituale che troppo presto tutti abbiamo perduto. Ma l’opera artistica di De Tora non è stata dimenticata, anzi viene fatta oggetto di studio e di insegnamento. Per documentarsi meglio su questo importante artista, si può accedere al sito ufficiale Gianni De Tora.
