Rita Pisano, grande protagonista delle lotte per l’emancipazione delle donne e portavoce delle lotte dei contadini calabresi nell’immediato dopoguerra
Ritrovarsi a scrivere queste poche righe dopo tanti anni di lontananza non è facile, perché sono tanti i ricordi di lacrime, giorni felici e momenti inattesi. Questo non mi impedisce però di dirvi che saremo sempre noi: non importa dove, non importa quando. Perché ci saremo per sempre gli uni per gli altri.
Si dice che niente avviene per caso e se vi ho trovati in classe un giorno meraviglioso di 48 anni fa allora ci sarà un motivo. Non ci sarà nessun addio perché chi si vuol bene non si perde mai. Forse è il momento di scrivere qualcosa, e, credetemi, non sono le circostanze a suggerirmelo. Vi parlo come se non riuscissi a fare altro, e proprio non riesco a non dirvi che per me siete stati una piccola grande famiglia. Grazie perché questi anni non sarebbero stati lo stesso senza la vostra preziosa presenza. Vi voglio bene. Non servono tante parole tra amici, l’ho imparato col tempo. E in tutti questi anni ne ho avuto più volte la dimostrazione. Oggi però voglio scrivervi qualcosa perché lo meritate. Il mio è un grazie per le splendide persone che siete, per i vostri sorrisi, per la vostra presenza insostituibile e la vostra amicizia sincera. E lo dico oggi in occasione del documentario girato in onore della Signora Rita Pisano, mamma di uno di noi, il caro Edoardo Giudiceandrea, per noi tutti, da sempre, solo Antonello.
Martedì 12 luglio alle 22.10 è andata in onda in prima visione su Rai Storia la docu-serie “Donne di Calabria”, una co-produzione Calabria Film Commission e Anele, in collaborazione con Rai Cultura, prodotta da Gloria Giorgianni con Emma Di Loreto, da un’idea produttiva di Giovanni Minoli.
Rocìo Muñoz Morales è la protagonista della quarta puntata diretta da Enzo Russo e dedicata a Rita Pisano, sindaca di Pedace dal 1966 al 1984, anno in cui morì, nel pieno del suo impegno amministrativo. Tra gli anni ‘40 e ‘50 Rita Pisano comincia la sua carriera politica divenendo dirigente del Partito Comunista di Cosenza, al quale aveva aderito sin da giovanissima, segretario provinciale del CNA e consigliere comunale di Cosenza. Fu tra i componenti della delegazione calabrese che a Parigi nel 1949 prese parte al Congresso Mondiale della Pace, dove raccontò le lotte sostenute dai contadini calabresi. Lì conobbe Renato Guttuso e Pablo Picasso, che rimasero colpiti dal suo discorso, dalla sua passione e dalla sua personalità, tanto che Picasso ritrasse il suo volto “splendente” e lo intitolò “La jeune fille de Calabre”, realizzandolo con uno schizzo a matita.
Madre di sei figli e donna di politica, si mise a disposizione del Paese impegnandosi allo stesso modo sia in famiglia che nella militanza, abbracciando sia la dimensione pubblica che privata e spronando le donne a fare lo stesso. Divenuta sindaco di Pedace nel 1966, avviò una politica di ammodernamento delle strutture urbane – viabilità, bagni pubblici, impianti sportivi, la mensa nelle scuole, la scuola a tempo pieno – e istituì la prima biblioteca per le donne, la “Biblioteca Donne Bruzie”, simbolo della sua venerazione per la cultura e l’arte. Negli anni ’70 diede vita agli “Incontri Silani” grazie ai quali giunsero in Calabria esponenti della cultura come Renato Guttuso, Carlo Levi e Raphael Alberti. Durante il suo percorso politico, nel 1975, ebbe contrasti interni al Partito Comunista Italiano, da cui venne espulsa. Da qui la sua decisione di dare vita alla lista autonoma “Sveglia” che vinse le elezioni comunali in contrapposizione con il PCI. Protagonista delle lotte per l’emancipazione della donna, subì processi e arresti per violazione del vecchio Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza che, in seguito, la Corte Costituzionale abolì parzialmente.
La narrazione si avvale di immagini e filmati di repertorio, di illustrazioni animate e di interviste a testimoni del mondo della cultura, della politica e della società civile, tra cui la Presidente della Fondazione Nilde Iotti Livia Turco, la scrittrice Rosella Postorino, lo storico Enzo Ciconte, la giornalista Ida Dominijanni, il nipote del proprietario della casa del PCI Eduardo Salvatore Zumpano, i figli Agatina Sandra e Giuseppe Giudiceandrea, il campanaro della Parrocchia di San Donato V.M di Casali del Manco Francesco Leonetti, la nipote Maria Maddalena Radoni e la Responsabile della Biblioteca Donne Bruzie Maria Francesca Lucanto. A fare da sfondo al racconto, i luoghi della Calabria in cui Rita ha vissuto e lavorato: oltre a Pedace, Casali del Manco, il lago Arvo e il Parco Nazionale della Sila a Lorica.
“Donne di Calabria” è una co-produzione Calabria Film Commission e Anele, in collaborazione con Rai Cultura. Una docu-serie in 6 puntate da 50’ ciascuna prodotta da Gloria Giorgianni con Emma Di Loreto, da un’idea produttiva di Giovanni Minoli. La puntata con Rocìo Muñoz Morales su Rita Pisano è diretta da Enzo Russo e sceneggiata da Celeste Costantino. (Qui di seguito il link con la puntata integrale della RAI)

Ritrovarsi a scrivere queste poche righe dopo tanti anni di lontananza non è facile, perché sono tanti i ricordi di lacrime, giorni felici e momenti inattesi. Questo non mi impedisce però di dirvi che saremo sempre noi: non importa dove, non importa quando. Perché ci saremo per sempre gli uni per gli altri.