San Francisco. “Botticelli Drawings”, una grande e inedita mostra
Dal 19 novembre prossimo all’11 febbraio 2024 il Fine Arts Museum di San Francisco ospiterà “Botticelli Drawings”, la prima mostra in assoluto dedicata ai disegni dell’artista rinascimentale Sandro Botticelli (ca. 1445 – 1510) negli Stati Uniti.
Esplorando il ruolo fondamentale che il disegno ha avuto nell’opera di Botticelli, la mostra ripercorre il suo percorso artistico, dagli studi con il maestro Filippo Lippi (c. 1406 – 1469) alla guida della propria bottega a Firenze. Presentando opere raramente viste e recentemente attribuite, la mostra fornisce uno spaccato della pratica progettuale di un artista il cui nome è sinonimo del Rinascimento italiano.
I disegni di Botticelli offrono uno sguardo intimo sulla realizzazione di alcuni dei suoi capolavori più memorabili, tra cui l’Adorazione dei Magi (1500 circa), che sarà riunito al disegno preparatorio, sopravvissuto solo in frammenti.
Dai primi disegni registrati di Botticelli fino ai disegni espressivi per il suo dipinto finale, le opere in mostra riveleranno le tecniche di disegno sperimentale dell’artista, la ricerca della bellezza ideale e il controllo della linea.
Alessandro (Sandro) Filipepi nacque a Firenze intorno al 1445. Già in vita era conosciuto come Botticelli, avendo ereditato il soprannome da un fratello maggiore chiamato “Botticello”, che significa “piccola bottiglia” o “botte”, a cui probabilmente alludeva il nome un amore per il vino, una pancia grande o entrambi. All’inizio degli anni Sessanta del Quattrocento, quando Botticelli aveva circa 15 anni, suo padre lo iniziò all’arte affidandolo a Fra Filippo Lippi, il pittore preferito dei Medici, famiglia allora regnante a Firenze. I primi disegni sopravvissuti di Botticelli attestano la sua forte dipendenza dai metodi formali e tecnici del suo maestro.
Ciò in cui Botticelli si differenziò dal maestro fu nella rappresentazione della figura umana. La sua rappresentazione del corpo maschile, nudo, seminudo o drappeggiato, rifletteva l’affermazione dell’individuo da parte dell’Umanesimo, così come il rinnovato interesse per la bellezza e le proporzioni dell’antichità classica che si registrò nella Firenze del XV secolo.
Una delle eredità artistiche durature di Botticelli è stata la creazione di specifiche tecniche di ritratto. Disegnati in preparazione sia per ritratti indipendenti sia per figure in scene narrative più ampie, gli studi sulla testa di Botticelli affrontano questioni come modellare in modo convincente il volto, rappresentare un gioco di luce o lo stato d’animo e psicologico dell’individuo.
La fine degli anni Settanta e Ottanta del Quattrocento segnarono l’apice della carriera di Botticelli, che gestiva con successo un grande laboratorio e produceva una grande quantità di opere varie. Il suo stile di disegno lineare si adattava facilmente ad altri materiali: dipinti, stampe, illustrazioni di libri, lavori decorativi in legno, ricami e arazzi. Tale diversificazione aiutava la bottega di Botticelli ad adattarsi al mercato in continua evoluzione.
In concomitanza con la morte di Lorenzo de’ Medici nel 1492 e per il resto della sua carriera, Botticelli si allontanò progressivamente dall’enfasi sulla bellezza fisica e sull’accuratezza anatomica. Decide dunque di creare immagini potenti che rappresentavano emozioni crude. Nei suoi ultimi progetti, le figure vengono compresse e spostate in primo piano, i volti sono distorti e i gesti sono eccessivamente animati. I messaggi spirituali superano le proporzioni equilibrate dei decenni precedenti.
Lo stile impenetrabile degli ultimi dipinti di Botticelli portò da un calo di apprezzamento per il suo lavoro e l’artista morì quasi in povertà nel maggio 1510. La sua eredità fu rifiutata dalla famiglia stessa, che non voleva essere responsabile dei suoi debiti.
Forse lasciata incompiuta nel suo studio, la toccante Adorazione dei Magi è un’opera di forte potere spirituale. Nell’ultima sala della mostra, quest’opera è riunita per la prima volta con i suoi disegni preparatori. Disegnati su lino, sopravvivono solo in frammenti. (aise)
