Sanremo, simbolo dell’Italia nel mondo. Intervista sul Festival al giornalista Emilio Buttaro
È passata quasi una settimana dalla conclusione del Festival eppure l’effetto Sanremo è presente più che mai. Ne abbiamo parlato con il collega Emilio Buttaro che la settimana scorsa è stato nella città dei fiori accreditato in Sala Stampa ‘Lucio Dalla’.
“Sono tornato a Sanremo esattamente dopo 30 anni – ci ha spiegato Emilio – ed è stata davvero una grande emozione. Per chi fa il giornalista e si occupa di spettacolo seguire il Festival è qualcosa di indescrivibile. Ero stato a Sanremo da diciottenne nell’86 l’anno di Ramazzotti, poi l’edizione successiva quando trionfò il trio Morandi-Ruggeri-Tozzi e infine nel ’93 con ‘Mistero’ canzone vincitrice interpretata da Enrico Ruggeri. Devo dire – ha proseguito Buttaro – che quest’anno Amadeus ha saputo realizzare un Festival intergenerazionale, trasversale, mettendo insieme ciò che piace ai figli con ciò che piace ai genitori e ai nonni. Insomma, credo che la 73esima edizione sia stata la più popolare e inclusiva della storia. Oltre ad aver avvicinato tantissimo i giovani a Sanremo, tra i meriti del direttore artistico c’è anche quello di aver convinto tante star a partecipare in qualità di concorrenti.
A mio avviso – ha riferito ancora il collega Emilio – tre sono i vincitori di questo Festival: oltre ad Amadeus, c’è Morandi ed ovviamente Mengoni. Ognuno a modo suo ha contribuito a impreziosire parecchio il livello della kermesse. Gianni Morandi è stato un gigante con la sua saggezza, esperienza, autoironia e umiltà. L’immagine del cantante e conduttore con la scopa in mano a spazzare il palco è stata la vera cartolina di questo Festival. Marco Mengoni ha convinto tutte le giurie fin dalla prima serata con una canzone di qualità superiore rispetto a tutte le altre. Il cantante di Ronciglione si è commosso con noi in sala stampa poco prima della finale a testimonianza dell’autenticità del personaggio. Le tre co-conduttrici hanno fatto la loro parte e i grandi ospiti hanno impreziosito il tutto. Certo c’è stata anche qualche nota stonata come la sfuriata di Blanco, ma non c’è Sanremo senza polemiche. È stato poi il Festival delle prime volte, mai era capitato di vedere un capo dello Stato al Teatro Ariston, mai era successo di veder cantare insieme Gianni Morandi, Massimo Ranieri e Al Bano.
E poi tutta la festa in una città dei fiori che, per una settimana, diventa la vera capitale dello spettacolo. A Sanremo sembra di vivere come a Capodanno tra artisti di strada, cantastorie, sosia, personaggi pittoreschi, tutti parte di una grande processione. Dopo 73 edizioni il Festival ha il potere di fermare l’Italia perché per una settimana non si parla d’altro. Sanremo è un vero simbolo italiano nel mondo, un evento atteso e seguito con grande interesse anche all’estero.
Ho avuto il piacere – conclude Emilio Buttaro – di chiedere in conferenza stampa ad Amadeus un maggiore coinvolgimento degli italiani all’estero e il direttore artistico si è detto felice per gli 80 milioni di nostri connazionali che seguono il Festival oltre confine. E nella serata finale prima della proclamazione del vincitore oltre ai ringraziamenti per chi è italiano e vive fuori, le parole di Gianni Morandi: ‘Perché non portiamo Sanremo in America, in Australia, in Canada…’ Chissà…”.
