Santo Domingo. Assemblea Comites, un incubo
Dovevo scegliere: vedere la prima serata del Festival di Sanremo, manifestazione che, critiche a parte, gli italiani amano comunque seguire e commentare perché è nella tradizione del nostro Paese e del nostro popolo, oppure assistere, via Facebook Live, all’assemblea straordinaria del Comites di Santo Domingo, sciaguratamente programmata nello stesso giorno e nello stesso orario.
Ho preferito quest’ultima. E me ne sono pentito.
Per approvare anche solo il nome di una serie di commissioni e i relativi compiti sono state necessarie tre ore e mezza, molto più della serata del Festival, notoriamente lunga.
La mancanza di un corretto metodo di presentazione e di discussione ha fatto sì che l’assemblea si tramutasse in un logorroico dissertare sulla fattibilità di ogni commissione e sulle sue tematiche, quando già i consiglieri le conoscevano, perché il documento che le presentava era stato inviato loro via mail alcuni giorni prima con i dettagli di ciascuna.
Sarebbe stato meglio chiedere se i consiglieri fossero o meno d’accordo su tutte le commissioni, in blocco, verificare se c’erano dissensi su qualcuna di esse, ascoltare gli apporti e probabilmente tutto si sarebbe risolto in una mezz’oretta o poco più, con buona pace degli appena 11 ascoltatori che mi apparivano collegati in streaming che, dopo un po’, si sono ridotti a meno del numero delle dita di una mano, compreso chi scrive, ubriaco di tante parole e con il sedere che gridava pietà.
Una mancanza di una giusta metodologia, dicevamo, non ultimo un moderatore che non moderava, che siamo sicuri indurranno il direttivo ad adottare i giusti correttivi per evitare che il tedio si ripeta in futuro (e le dita di una mano siano ancora più che sufficienti per quantificare il pubblico collegato in diretta).
Una menzione particolare per i sottotitoli: ogni volta che chi stava intervenendo proferiva la parola “Comites”, al posto di questa appariva scritto “Covid”. Perlomeno un momento d’ilarità in tanta noia e grigiore.
