Santo Domingo. Scatta “Open World”, 8 latitanti italiani in manette

Si erano nascosti ai Caraibi per sfuggire alla giustizia italiana. La loro latitanza é finita grazie ad una brillante operazione, denominata Open World, coordinata tra polizia, carabinieri e finanzieri dello Scip, il Servizio di Cooperazione internazionale di polizia.
Le manette sono scattate ai polsi di 8 italiani, responsabili di vari reati tra cui associazione a delinquere di stampo mafioso, truffe ad anziani, traffico internazionale di droga, bancarotta fraudolenta, che avevano trovato rifugio nella Repubblica Dominicana creandosi false identitá.
Espulsi dal Governo dominicano e caricati su un aereo con volo ”dedicato”, sono giá atterrati a Fiumicino e messi a disposizione della giustizia italiana. L’operazione, a dire il vero, risale a circa 3 mesi fa, agli inizi di marzo, ma solo nelle ultime ore, causa il blocco delle frontiere per la pandemia, é stato possibile avere un volo a disposizione per il rimpatrio, e quindi renderla ufficialmente nota.
Nella capitale dominicana é stato arrestato Luca Finocchiaro, 43 anni, di Latina.
Di lui scrive, nella sua edizione odierna, il quotidiano La Repubblica: “Ricercato per un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Roma: è considerato il capo dell’organizzazione criminale che importava cocaina in Italia grazie alle sue relazioni complici con l’aeroporto di partenza dominicano e la disponibilità di corrieri italiani. Ma Finocchiaro faceva ormai la vita dell’imprenditore: aveva aperto ristoranti di pesce di “altissimo livello”, si leggeva nei commenti on line, il locale più grande proprio nel cuore della città di Santo Domingo.
E tra i suoi fornitori comparivano altri due nomi importanti della lista degli otto: Salvatore Vittorio, 55 anni, napoletano, considerato l’uomo del riciclaggio del potente clan camorristico di Edoardo Contini nel Centro America, e Salvatore Galluccio, altro partenopeo del gruppo, 52enne, anch’egli già condannato e ricercato per traffico di droga, contraffazione, ricettazione. Da criminali ad esperti manager dell’italian food, “di qualità” obviamente”.
Teresa Amante, 57 anni, viveva in una villa con giardino e anche lei era fatta una nuova identitá. Di origine siciliana, é stata condannata a 13 anni di carcere a seguito di sette procedimenti penali in diverse cittá italiane. E’ considerata una professionista della truffa: gioielli e denaro, trafugati dalle case di molte anziane signore, erano i suoi preferiti.
Edoardo Zilio, 67 anni, imprenditore del nord, ha una condanna pendente a 4 anni per bancarotta fraudolenta e reati finanziari. Ex presidente del Padova Calcio aveva distratto da sue societá immobiliari 2 milioni e 400 mila euro. Nella Repubblica Dominicana ha costruito un resort a una sessantina di chilometri da Santo Domingo.
Luigi Capretto, 50 anni, napoletano, una condanna a otto anni per traffico di droga. Ai Caraibi si era integrato molto bene, una moglie dominicana ed una figlia di 13 anni.
Sergio Cerioni, 64 anni, marchigiano, aveva una attivitá di ristorazione. Su di lui pendeva una condanna per droga.
Alessandro Levi, 63 anni, imprenditore bresciano, é stato arrestato a Las Terrenas dove “era perfettamente integrato nel tenore di vita degli occidentali fuggiaschi: villa, jeep, moto, stava per aprire una rivendita di liquori”.
Dagli 007 é considerato il piú facoltoso degli otto. Su di lui pendeva una condanna a 6 anni, dettata dal Tribunale di Brescia, per bancarotta fraudolenta.
