Se sei buono… ti tirano le pietre!
Il buon Gian Pieretti, nel lontano 1967, in una sua canzone che abbiamo cantato tutti, noi ragazzi dei favolosi ed irripetibili Anni Sessanta, già aveva affrontato il tema. Ricordate? “Tu sei buono e ti tirano le pietre… Qualunque cosa fai, dovunque te ne vai.. al mondo non c’è mai qualcosa che gli va e pietre prenderai senza pietà”.
La critica, insomma, come nostro secondo sport nazionale, dopo il calcio ovviamente.
Succede, naturalmente, anche nella Repubblica Dominicana dove, se si desidera fare qualcosa per la nostra comunità, sempre appare uno, o più, che clama a supposti secondi fini. E oggi, con le reti sociali, quel esprimersi critico non è più la classica voce di “colui che grida nel deserto”. Al contrario, quella sua voce si espande, si amplifica e fa proseliti.
Il “sentito dire” diventa certezza. Ovviamente solo nell’ambito dei “criticoni”, quei “4 amici al bar” che, secondo Gino Paoli, in Italia parlavano “di individui e solidarietà” ma che qui, invece, puntano il dito e affilano la lingua proprio nei confronti di chi la solidarietà vorrebbe metterla in atto.
Verrebbe voglia di seguire i dettami del Sommo Poeta quando verseggiava “Non ti curar di loro, ma guarda e passa…”. Preferiamo, al contrario, suggerire e augurarci che dalla critica negativa, si passi a quella positiva, che riteniamo sicuramente più gratificante per chi la fa. Informandoci meglio, aiutando chi “si lancia nell’arena” con proposte e fatti che, se appoggiati e migliorati criticamente in comunione di intenti, non potranno che apportare del bene a tutta la nostra piccola ma effervescente comunità.
