Siamo uomini o caporali?
“Cui prodest?”, dicevano i latini. A cosa serve? A chi giova?
A chi giova, dunque, giocare alla politica di piccolo cabotaggio, alimentando asti in un Paese come la Repubblica Dominicana dove la nostra comunità si riassume in poche decine di migliaia di anime, per poi esporsi, magari, al ludibrio mediatico di qualche improvvisato simpatico cialtrone?
Ci si attacca disquisendo se uno è Dottore, Cavaliere, Mega Direttore Galattico, Grand’Ufficiale, Gran Lupo Mann., Laureato, Licenziato o, magari, Onorevole?
Si perde tempo nel cercare disperatamente nella rete per sapere se quello ha rubato in Tangentopoli, se quell’altro ha fatto uno o più anni di galera, se un altro ancora è stato amnistiato, oppure ancora se tizio ama ogni tanto vestirsi nostalgicamente…
Disquisendo se un Club di Donatori sia più o meno legale, versando fiumi di inchiostro per cercare di mettere alla berlina chi ha, razionalmente, “cambiato bandiera”, trovando la sua collocazione naturale e soddisfacente e facendo fruttare la sua nuova scelta…
“Laissez faire, laissez passer”, suggeriamo, che, con profetica intuizione, un paio di anni fa, qualcuno già aveva indicato il nostro implacabile destino, scavando metaforicamente fosse dalle parti di Santiago.
In questo Paese beato, ricco di sole, di mare, di spiagge dorate, ma anche di problemi, i nostri forse 50 mila connazionali, AIRE e non AIRE, non credo proprio abbiano bisogno di polemiche poco o niente costruttive. Anche se molti, come in una specie di bar Sport virtuale, alle polemiche prestano attenzione, se ne alimentano e ne fanno fonte di inutili discussioni.
Guardiamo, invece, al concreto, al fare finalmente qualcosa di positivo per la comunità, al cercare di metterla in condizione di vivere sempre meglio nel Paese che abbiamo scelto, chi per lavorare (meno che in Italia), chi per godersi la meritata pensione.
E le polemiche lasciamole ai “4 amici al Web Bar Sport” che ogni giorno sono costantemente alla ricerca di alimentare i temi del loro frivolo bagaglio di pettegolezzi.
Perché, dicendola con il nostro grande Totò, “siamo uomini o caporali?”.
