Sinner scrive la storia. È il primo italiano a vincere Wimbledon
Prima vittoria sull’erba per Jannik Sinner, il nostro numero uno al mondo, che ha sconfitto ieri, domenica, lo spagnolo due volte campione in carica Carlos Alcaraz, conquistando il suo primo titolo a Wimbledon e ribaltando il risultato della loro epica finale al Roland Garros del mese scorso.
Una miriade di emozioni, dalla gioia incontenibile alla soddisfazione per il duro lavoro e per la perseveranza oltremodo ripagate. Le sensazioni possono includere euforia, orgoglio, liberazione e un senso di realizzazione personale, amplificate dalla componente della competizione e dall’adrenalina della partita e, soprattutto, con il risultato di essere stato capace di riscrivere la storia.
Esattamente poco più di cinque settimane dopo che i numeri 1 e 2 del mondo avevano giocato la seconda finale più lunga di un Major maschile sulla terra rossa del Roland Garros, è stato Sinner a dover recuperare, dopo aver perso il primo set, per aggiudicarsi il suo quarto Grande Slam in assoluto.
Il tennis è, notoriamente, prima di tutto una battaglia mentale. È considerato, non a torto, come uno degli sport più intensi e impegnativi dal punto di vista psicologico, in cui i giocatori affinano costantemente le proprie abilità mentali per riuscire a guadagnarsi ogni punto, palla dopo palla, con tecnica ma con assoluta concentrazione e convinzione.
E lui, Sinner, è il primo giocatore italiano a vincere un titolo singolare a Wimbledon. Le emozioni provate da tutti gli spettatori durante questa straordinaria vittoria sono intense e varie, spaziano dall’euforia e dalla gioia pura alla soddisfazione e al sollievo, fino all’ammirazione per il giocatore vincente.
Per lui parla la sua intensità all’ennesima potenza, l’esaltazione delle sue qualità tecniche fuori dall’ordinario, accompagnate da una solidità mentale che lascia tutti noi sbalorditi. Noi, comuni mortali e semplici spettatori, con le mani sudate davanti alla Tv, come testimoni partecipi di un sogno, il suo, ma da oggi anche il nostro.
