Anna Panunto: “Sono poetessa, prima di tutto…”
Angolo Letterario
Anna Panunto è una scrittrice canadese di origine italiana. È nata e vive a Montreal, Quebec. Anna scrive in tre lingue, italiano, inglese e francese. Ha una laurea Bachelor of Arts e un Master of Education conseguite a McGill University e ha insegnato per 22 anni. Insegna attualmente a EMSB ed è lettrice a Mcgill University. Anna è una poetessa, una scrittrice freelance e ha pubblicato poesia, racconti, articoli, e una commedia radiofonica in molte riviste letterarie e accademiche.
di Anna Panunto
Una insegnante canadese con 22 anni di esperienza didattica. Una insegnante di inglese in una città multiculturale chiamata Montréal. Una insegnante che ha studenti adulti – adulti di varie fasce di età. Gli studenti nella mia classe provengono da tutti i paesi del mondo.
Sono orgogliosa di essere canadese. Ma sono una canadese di origine italiana. Sono profondamente fiera della mia doppia identità culturale. Mi segue dappertutto, specialmente nella mia aula.
Sono una poetessa che lascia impronte dovunque vada – persino mentre riposa nel sonno. La mia origine è il Creatore. Il mio linguaggio è universale. La mia anima è il mio io immateriale – invisibile per qualcuno.
Innumerevoli studenti mi hanno chiesto nel corso degli anni – sono una poetessa o una insegnante? Come poetessa, amo le parole per il loro colore, struttura, suono, peso e soprattutto per il loro sensuale impatto.
Le parole risuonano e vibrano nel mio essere.
Con il passare dei decenni, i processi da cui sgorgano i miei versi poetici si sono affinati. Metafore e immagini non sono più belle soltanto per la forma estetica. Una euforia perduta – cercando nuove realtà.
L’ingenuità di quando aveva 20 anni, la presa di coscienza a 30 anni, la saggezza dei 40 anni, e passata la soglia dei 50 anni, l’emergere del proprio io più autentico.
Condurre altri a identificarsi con una sola parola, una frase o anche un intero verso mi regala una ebbrezza infinita. Il collettivo arricchisce il percorso creativo. Dipinge la mia anima con colori vibranti, indescrivibili ai miei occhi di creatura umana.
C’è chi può identificarsi nella corposità di alcuni versi, mentre altri la trovano invece inquietante e cruda. Va bene. Non occorre giudicare, in alcun modo.
Altri poeti hanno paragonato la mia poesia a vibrazioni elettriche che si scaricano nel corpo, inaspettate e perfino indesiderate. Non chiedo più scusa. È solo un messaggio scambiato da un’anima all’altra.
Ma allora, chi sono io? Una esistenzialista autoproclamata, con un tocco di tagliente arroganza e un pizzico di inquietante sarcasmo.
Quindi, l’essere poetessa è una identità reale? – che cosa significa veramente? Poetessa dalle molteplici memorie e rivelazioni, cerco di chiarire l’enigma del mio cuore. Comprendo le tante sfaccettature delle percezioni di lui, di lei, di loro di chi parla lingue diverse in una terra straniera. Siamo provvisoriamente uniti attraverso l’espressione poetica. Rinasco infinite volte.
Quella voce esistenziale che riporta alla luce i significati – rimuovendo le stratificazioni dell’oppressione, la repressione e la soppressione del tempo passato.
Come insegnante, riconosco che sia le parole che il silenzio hanno potere. Le parole scorrono o si frammentano. Le parole hanno un peso. In classe, sono le parole a formare il collettivo. Trasformiamo le nostre differenze in affinità, questo è il mio sogno.
Io colgo momenti che altri hanno dimenticato e resuscito quei momenti senza chiedere permesso a nessuno. L’altruismo è un atto di egoismo. Io sono egoista.
E comunque, quale linguaggio parla la mia voce poetica? Sono molte le voci che vengono dai miei antenati – la mia terra d’origine trova eco dentro di me anche se ne sono fisicamente lontana. Nei miei sogni, viaggio verso un luogo a me sconosciuto. Non è Canada né Italia. La mia onnipresente influenza del passato, del presente e del futuro non ha una patria.
Una o due gocce di sangue ancestrale benedicono i miei versi
Scorrono attraverso un linguaggio dell’anima
Io sono un antico fiore dai petali concavi
Ma sempre, prima di tutto, sono poetessa.
(Traduzione di Anna Foschi Ciampolini)
