Storie di animali: Ettore e la sua buona stella
Ore 8,30 in ambulatorio. Suona il campanello.
“Cosa desidera, signora?”
“Beh vede dottore, ieri sera, dopo il temporale, sono andata a dare da mangiare ai gatti senza famiglia, nel boschetto vicino a casa”
“Quindi?”
“Eh, niente, ero lì con i miei croccantini, e sbuca fuori questo esserino qui, tutto spaventato. Ma è buono sa? Si è lasciato prendere e l’ho portato a casa”.
La signora si sposta e, dietro a lei, compare un cagnetto dall’aria un po’ spaesata.
“Gliel’ho portato” continua la signora “per vedere se è di qualcuno, se è scappato o se, magari, l’hanno abbandonato per andare in vacanza”.
“Va bene. Controlliamo se ha il microchip”.
Miracolo! L’apparecchio emette un suono amico e rivela il numero del cosiddetto tatuaggio elettronico. Verifichiamo immediatamente al computer.
Non ci posso credere! Il cane ha un padrone, ma abita in un paese che, in linea d’aria, dista almeno 20-25 Km.
“Signora ho trovato il proprietario, adesso lo chiamo e chiariamo questo mistero.”
Componiamo il numero. Rispondono.
“Buongiorno, sono il Dr. Maurizio Cornelli, veterinario la chiamo perché ho qui davanti il suo cane…” Non finisco la frase…
“Ma chi Ettore? È da ieri sera che lo cerchiamo! Sa, lui ha paura dei temporali, soprattutto da quando è diventato sordo e non ci vede quasi più. Mi dica dove si trova che partiamo subito per venirlo a riprendere”.
Prendo in carico Ettore, congedo e libero la sua salvatrice e, a un tratto, realizzo che Ettore, un cane sordo, con seri problemi di vista, in preda al panico, ha coperto in un paio d’ore una distanza incredibile, e senza avere una meta. Incredibile. Qualcuno lassù gli ha voluto proprio tanto bene, guidandolo in quella sua lunga fuga disperata.
Driiinnnnn Suona ancora il campanello.
“Buongiorno, sono la proprietaria di Ettore e sono venuta a riprenderlo” dice una ragazza con gli occhi lucidi per l’emozione.
Ettore, che fino ad allora era stato docilmente al guinzaglio, dà uno strattone e corre verso la sua padroncina scodinzolando e guarendo.
“Grazie dottore, grazie, non so come ringraziarla, cosa le devo?” balbetta la ragazza al colmo della gioia. “Ma niente, figurati, è stato un piacere!”
E’ passata circa un’ora da quando il campanello ha suonato la prima volta.
Ma tu guarda che serie di coincidenze ha scatenato l’avventura di Ettore e guarda quante persone, che non si conoscevano, sono entrate in contatto tra loro!
Sorrido compiaciuto per il lieto fine: così mi piace iniziare una giornata!
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