Tagli inaccettabili alla Consulta dei Calabresi nel Mondo
La denuncia dell’On. Nicola Caré, deputato di Italia Viva eletto in Australia, sui tagli ai finanziamenti destinati alla Consulta dei Calabresi nel mondo, mi trova perfettamente d’accordo. Solo 100 mila Euro per il 2021 ed altrettanti per il 2022, con un taglio dagli attuali 300 mila netto e perentorio, sono chiaramente una bazzeccola. Soldi che, da anni a questa parte e con “scarsi” risultati tangibili, almeno per quanto riguarda il Canada, avrebbero dovuto favorire “I processi di internazionalizzazione e lo sviluppo del territorio canadese”. Io aggiungo, con una piccola vena ironica, anche contribuire “alla diffusione della Calabria turistica, alla protezione del retaggio culturale (lingua,usi,costumi) e sopratutto – “propaganda” – della Calabria che produce,che esporta,che ha peculiarita’ uniche, favorendo cosi’ l’aspetto prettamente economico”. Ma cosa possono fare “concretamente” i nostri Consultori Basilio Policaro, Menotti Mazzucca, Salvatore Martire e Giovanni Chieffallo ? Senza armi non si va in Guerra diceva un vecchio adagio; noi aggiungiamo si possono soltanto fare scaramucce come una serata di Tarantella, l’esposizione di qualche vecchia foto ritraente la nostra cultura Contadina, e….tanti di viaggi di piacere per ritirare premi confezionati ad arte! Io vivo a Toronto e nonostante la realtà urbana torontiana sia dispersiva e le relazioni sociali siano deboli e anonime, i nostri immigrati di prima generazione «si sono cimentati nella costruzione di legami di socialità e mutuo sostegno, rielaborazione culturale, nel senso del mantenimento, della riscoperta, della ridefinizione, o, come altri sostengono, della “reinvenzione” dell’identità “etnica” nella società ospitante.Ora e’ tempo di seconde e terze generazioni. Che “fanno business”, che “parlano in video conferenza” che “mandano i figli a scuola in Italia e in Calabria”. Secondo i dati diffusi nel “Rapporto Italiani nel Mondo 2018. della Fondazione Migrantes, si evince che la Calabria, seguita nell’ordine dal Lazio e dalla Campania sono le tre principali regioni di origine dei circa 140mila italiani residenti in Canada sulla base dell’iscrizione all’Aire. I Calabresi sarebbero quasi 70mila. Tuttavia nell’analizzare questi dati, a scanso di equivoci, è doveroso fare una precisazione. I numeri riportati dalla Fondazione Migrantes tengono conto solamente degli italiani iscritti all’Aire che, secondo gli ultimi calcoli, rappresentano appena il 10 per cento del totale degli italocanadesi. Allora rendiamoci conto che la Calabria “potrebbe” parlare con figli della prima, seconda e terza emigrazione/generazione, ad oltre 700mila persone. Un numero impressionante. Investire 100mila Euro – per tutto il mondo – significa non aver fondi per poter offrire nemmeno un-caffe-uno a questi corregionali sempre fieri delle proprie origini o di quelle dei genitori o avi, e sempre “promotori” unici e veri del “Made in Calabria”, turismo di ritorno compreso…..O forse la nuova Giunta Regionale segue un piano ben preciso che anziche’ “aprire” alla globalizzazione ed internalizzazione, “chiude” la porta di casa per paura del….nuovo?
Paolo Canciani, Coordinatore M.I.R.E. CANADA
