Timore tra i pensionati all’estero. L’APICE chiarisce
“In questi giorni molti degli aderenti al ricorso e non, ci stanno contattando preoccupati per le notizie uscite su molti giornali online, in merito alla sentenza della Corte Europea con la quale a due pensionati italiani Ex Inpdap è stata negata la defiscalizzazione in Portogallo. Orbene, diciamo subito che trattasi di un caso diverso dal ricorso organizzato nella persona del Presidente dell’A.P.I.C.E (Associazione Pensionati Italiani e Connazionali all’Estero), Giuseppe Bucceri, in collaborazione con lo studio Legale Michela Scafetta di Roma”. La precisazione viene dall’APICE in merito all’allarmismo generato nei giorni scorsi dalla vicenda.
“Innanzitutto – dice l’APICE – la Corte Europea è stata interessata direttamente dal giudice di I grado della Corte dei Conti, scavalcando il II grado (Corte dei Conti di Appello) e la Corte Costituzionale. Inoltre, l’elemento del contendere si è limitato alla validità, o meno, all’estensione dell’esonero della tassazione ai pensionati italiani Ex Inpdap residenti in Portogallo; la Corte Europea, pertanto, altro non ha potuto che soffermarsi all’analisi del trattato per evitare le doppie imposizioni in vigore tra Italia e Portogallo, confermandone la validità”.
“Il nostro obiettivo – prosegue – non è la validità del trattato, ma la disparità di trattamento che ha portato alla stesura del contratto. Ecco perchè fondamentale sarà l’esito che, la Corte Costituzionale vorrà fornirci sul quesito se sia legittimo, o meno, che i pensionati INPS puri (serie A) ed Ex Inpdap (serie B) siano, agli occhi del Governo Italiano, posti su due livelli differenti”.
“Vorremmo precisare che – chiude l’APICE -, oggi è possibile ottenere la defiscalizzazione in tutti gli STATI ai pensionati di “serie B” solo ed esclusivamente dopo aver ottenuto la cittadinanza, mentre con la sola residenza fiscale (183 gg.) negli Stati di Tunisia, Senegal, Cile e Australia. Continuiamo fiduciosi la nostra battaglia.
