Tribunale di Campobasso: il decreto Tajani sulla cittadinanza non può essere retroattivo
La sentenza nega anche la sospensione del processo e condanna il Ministero dell’Interno al pagamento delle spese processualiIl Tribunale di Campobasso ha appena emesso una delle prime sentenze che si esprimono esplicitamente sull’ambito di applicazione del controverso Decreto-Legge n. 36/2025 — noto come Decreto Tajani — nel contesto delle richieste di riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza. Con questa decisione, il giudice ha riconosciuto la cittadinanza italiana agli attori della causa, ha escluso l’applicazione retroattiva del decreto e ha condannato il Ministero dell’Interno al pagamento delle spese processuali, quantificate in circa 2.000 euro.
Il caso è stato avviato nel 2024, prima dell’entrata in vigore del Decreto n. 36/2025, da discendenti di italiani che cercavano il riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis. Nella sua difesa, il Ministero dell’Interno italiano ha chiesto al Tribunale di applicare le nuove restrizioni previste dal decreto — che limita il riconoscimento della cittadinanza a sole due generazioni nate all’estero — e, quindi, di respingere la domanda dei ricorrenti. Il Ministero ha anche chiesto la sospensione del procedimento in attesa della pronuncia della Corte Costituzionale italiana, sollecitata da una questione di legittimità sollevata dal Tribunale di Bologna.
da insieme.com.br
