Trump sospende i dazi ma l’Ontario non torna indietro
Ogni giorno è come svegliarsi e trovarsi a vivere l’incubo che si è vissuto in sogno la notte precedente. Per ora ha già fatto marcia indietro. Ancora. Per ora. Mr. Trump ha temporaneamente sospeso fino al 2 aprile tutti i dazi verso Canada e Messico. I motivi? Sono tanti, a ben pensare, e vanno dal calo delle borse americane alle stime del prodotto interno lordo, fino all’aumento dei prezzi dei pick up, secondo alcune statistiche, le macchine preferite dai sostenitori del presidente americano. Non ci vuole molto a dedurne che si sta giocando alla guerra, commerciale sì ma fino a quando, come se non fosse una cosa reale, una cosa vera, come se le sue famose ‘’tariffs’’, i dazi, non producessero, come è ovvio, danni a tutte le parti in causa e che rispondere fermamente, ‘’dollar per dollar’’, come hanno fatto il Premier canadese Trudeau ma anche e, soprattutto, il Premier dell’Ontario Ford, è assolutamente necessario.
I vini e i liquori americani non saranno più disponibili nei negozi dell’LCBO (Liquor Control Board of Ontario), un valore di circa un miliardo di dollari all’anno, e la tassa prevista del 25% sulle esportazioni di energia elettrica che l’Ontario invia a tre stati degli Stati Uniti entrerà comunque in vigore come previsto lunedì.
Tutto finché il presidente Trump non eliminerà definitivamente e completamente i dazi. Mr. Ford ha anche ‘’stracciato’’ un contratto da 100 milioni di dollari con Elon Musk di Starlink e ha fatto in modo di vietare alle aziende americane di poter presentare offerte per quasi 30 miliardi di dollari di contratti. E non senza aver anche chiesto scusa agli americani, da sempre vicini e alleati, biasimando solo ed unicamente una persona, facilmente intuibile anche senza nominarla ancora un’altra volta.
