Turismo delle Radici, a Roma l’evento “Il Soft Power delle origini” con il Direttore Generale Luigi Vignali: “Basta un viaggio così per legare per sempre gli italo discendenti al proprio paese d’origine”
Si è svolto a Roma, presso il Caffè delle Esposizioni in Via Nazionale, l’evento “Il Soft Power delle origini”. Davanti ad una platea di studenti è intervenuto il Direttore Generale del Maeci per gli Italiani all’Estero Luigi Maria Vignali che ha illustrato il Progetto del Turismo delle Radici. “Oggi – ha esordito il Direttore Generale – ogni anno partono dal nostro Paese fra gli 80.000 e i 100.000 italiani. Persone, non tutte giovanissime, che decidono di reinvestire all’estero un patrimonio di competenze e conoscenze professionali. Oggi nel mondo sono più di sette milioni i cittadini italiani con passaporto, ma non tutti parlano la nostra lingua perché molti sono nati all’estero. Vi sono poi gli italo discendenti che hanno un avo italiano e che possono chiedere la cittadinanza. Sono circa 80 milioni di persone che amano il nostro Paese, sono intrisi di cultura italiana e vogliono contribuire all’economia e allo sviluppo del nostro paese: questo è quello che chiamiamo soft power”. “Il soft power dell’Italia – ha continuato Vignali – è rappresentato dagli italiani all’estero che sono ovunque nel mondo con successo. Un grande soft power che aiuta moltissimo le relazioni dell’Italia con i Paesi dove sono presenti le nostre collettività… Ora però si tratta di tenere collegate queste comunità con l’Italia, perché il rischio è che i tanti cittadini con passaporto italiano e italo discendenti, in qualche modo si dimentichino del nostro Paese” “Per sviluppare e curare questo soft power – ha proseguito il Direttore Generale – abbiamo sviluppato il Progetto del Turismo delle Radici che ha lo scopo di aiutare gli italiani all’estero e gli italo discendenti a ritrovare il luogo di origine delle loro famiglie. Non stiamo parlando del turismo classico, ma di un turismo emozionale che vuol far scoprire a questi turisti i borghi ed i villaggi da cui sono partiti i loro antenati. Luoghi dove possono riscoprire il loro albero genealogico, le loro tradizioni culturali e tutto il patrimonio enogastronomico. Basta un viaggio così per legare per sempre l’italo discendente al proprio paese d’origine”. Vignali ha poi spiegato come nel Progetto siano stati coinvolti più di 800 piccoli comuni con meno di 6000 abitanti che si sono attivati per organizzare manifestazioni ed iniziative per accogliere il turista delle radici. Il Progetto è stato inoltre promosso, anche attraverso incontri con operatori turistici, in giro per il mondo nelle più importanti città dove vivono gli italiani all’estero. “Noi vogliamo promuovere questo turismo esperienziale e sostenibile – ha aggiunto Vignali – per collegare gli italo discendenti all’Italia e per rivitalizzare i piccoli Borghi e le aree interne del nostro Paese. Un’occasione per portare avanti una modalità differente di turismo e di presenza in Italia”. Il Direttore Generale ha inoltre sottolineato la necessità di avvicinare a questa iniziativa anche le nuove generazioni attraverso forme di promozione meno convenzionali: “Abbiamo pensato alla realizzazione di un fumetto, una graphic novel. Una modalità comunicativa che parla alle nuove generazioni in maniera coinvolgente. In questo caso abbiamo chiesto all’autrice una storia in cui la protagonista va in Liguria e riscopre le sue origini in maniera coinvolgente. Il Fumetto è realizzato in italiano, ma soprattutto in spagnolo, portoghese e inglese”. “Questo turismo delle radici – ha aggiunto Vignali – dovrà continuare . Lo abbiamo lanciato nel 2024 con un programma che si chiama Italea. Vi è poi un sito web che fornisce all’utente la possibilità di crearsi degli itinerari delle radici. A questo si affiancano 20 mini siti, uno per ogni regione, in cui si può chiedere aiuto per la ricostruzione dell’albero genealogico. Quindi tutta una serie di servizi per aiutare il viaggiatore delle radici a venire in Italia. Il Progetto si chiama così – ha spiegato il Direttore Generale – perché la talea è un’operazione botanica che consiste nel tagliare e ripiantare altrove una parte della pianta. Esattamente come le collettività italiane nel mondo che partivano tutte da una pianta madre, l’Italia, e che poi sono fiorite nel mondo, noi vogliamo riportale nel nostro Paese per questo viaggio”. (Lorenzo Morgia – Inform)
