Un lettore ci scrive sul “caso Gaetani”
Riceviamo e pubblichiamo:
Buon giorno. Per favore facciamo chiarezza ed evitiamo di usare i Cittadini in difficoltà per meri scopi politici. Mi riferisco ad Adriano Gaetani: vengo a sapere del signor Gaetani da una amica, che mi gira l’articolo apparso sul Mattino di Padova. Leggo la nota di rammarico e di richiesta d’aiuto della figlia Tiziana, senza nessun riferimento e, per saperne di più, mando una email alla redazione del giornale. Poco dopo vengo contattato da Alessandro Cesarato, della redazione, che mi dà il contatto della figlia Tiziana, con la quale parlo, che mi spiega l’ ansia e la paura perché, nonostante gli sforzi, lei non ha una montagna di soldi (si parla di diecimila euro per il viaggio, di cinquemila per il medico accompagnante e di diciottomila per le spese ospedaliere fin ora accumulate) mi dice anche di essere in contatto con la referente per la nostra zona della nostra Ambasciata, la signora Elisabetta Copetti che conosco e chiamo per avere maggiori informazioni su quello che sta accadendo. La stessa mi dice che il malato è ricoverato in capitale perché qui non erano in grado di seguirlo dato il peggioramento clinico, di non preoccuparmi, che nel giro di una settimana sarebbe partito (“Vittorio, non ti preoccupare, ho in mano la situazione”).
Dopo una settimana scrivo alla Copetti che non mi risponde, allora chiamo la figlia Tiziana che mi fa un racconto allucinante, dove l’Ambasciata le chiede i soldi per farlo partire e che in tre giorni hanno cambiato i numeri più volte… Lo comunico a Enzo Odoguardi del MAIE che sin dal primo giorno mi ha detto “lo rimpatriamo noi”, il quale in pochi minuti scopre che il malato non si è mai mosso da Las Terrenas (complimenti per la “pinocchiata”, signora Copetti!), va in ospedale e superato anche il veto messo dalla stessa, che nessuno parli con il malato, solo allora, alla minaccia, “chiamo la polizia se non mi fate entrare!”, solo allora alla Copetti viene l’idea di accettare che Enzo Odoguardi, Vice Presidente del MAIE, si aggiunga alla cordata degli aiuti senza aspettare le lungaggini dell’Ambasciata. In pratica, credo, cinquanta/cinquanta e il signor Gaetani in queste ore sta abbracciando la figlia e riceverà l’ attenzione e le cure degli ospedali Italiani.
Ora ho solo tre domande: per quale motivo la signora Copetti mi ha nascosto il luogo di ricovero, come mai l’Ambasciata non ha fondi per un rimpatrio urgente e, in ultimo il signor Dussich, che compare in una foto all’ospedale assieme al proprietario dello stesso, come se fosse l’ artefice di tutto…..
Vittorio Spadaro
