Vancouver. È morto l’imprenditore friulano Ezio Bortolussi
Lutto nel mondo dei friulani nel mondo. È scomparso a Vancouver, in Canada, l’imprenditore Ezio Bortolussi. Le condoglianze sono arrivate anche dall’Ente Friulani nel Mondo.
Nato ad Arzene il 25 settembre 1943, non ancora maggiorenne e appassionato di calcio, nel 1960 partì per la Svizzera confidando nelle sue capacità di calciatore in cerca di successo. Voleva aiutare economicamente la sua famiglia e si trovò anche un lavoro come muratore, mestiere appreso dal padre. Nei tre anni di soggiorno svizzero, frequentò anche la Scuola Tecnica per l’Edilizia senza mai abbandonare la professione calcistica che praticava seriamente tanto che nel 1966 gli valse la chiamata di nove mesi da parte del St. Anthony Club, una squadra di Ottawa. Così iniziò la sua avventura in Canada che lo ha portato nel corso degli anni ai massimi vertici della imprenditoria e della riconosciuta eccellenza professionale nel suo campo. L’edilizia innovativa divenne ben presto la sua ragion di vita. Stabilitosi definitivamente a Vancouver nel 1984, ha costruito complessi edilizi in Canada, Stati Uniti, Bahamas, Qatar e tanti altri ancora. Ma le qualità che considerava di primaria importanza rimanevano l’umiltà, il desiderio di continuare ad apprendere e il forte senso di responsabilità sociale che un imprenditore riveste nella società e di lealtà e rispetto verso i dipendenti.
Uomo di sport e filantropo, Bortolussi ha ricevuto numerosi premi e incarichi tra cui quello di Cavaliere della Repubblica Italiana dal 2005, di socio benemerito della Famee Furlane of Vancouver, di cittadino dell’anno nel British Columbia nel 2013 secondo la Confratellanza Italo-Canadese di Vancouver, e presidente del Comites (Comitato Italiani Estero) di Vancouver.
Nel 2014 ha ricevuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia, la Medaglia d’Argento “per aver onorato la terra d’origine del Friuli e dell’Italia”.
Nel 2019 l’Università degli Studi di Udine gli ha conferito la laurea ad honorem in Ingegneria; laurea guadagnata col suo lavoro, la sua passione, la sua integrità; in tale occasione sì definì ironicamente “un ingegnere con le scarpe sporche”.
Lo ricorderemo così, sereno e orgoglioso della sua Terra al nostro Incontro Annuale dei Friulani nel Mondo tenutosi a Tolmezzo nel 2019, a cui partecipò con un folto numero di parenti e amici. Nella foto, al centro tra l’allora sindaco di Tolmezzo Francesco Brollo e il presidente Adriano Luci. (aise)

8 Agosto 2024 @ 05:12
Le piu’ sentite condoglianze alla famiglia Salvatore Figliuzzi.
Un compagno un amico.
Io Friulano
Essere Friulano è onore.
Nato ad Arzene
cresciuto al paese e la città.
Non dico di me cose geniali
perchè la mia famiglia
viveva una vita normale,
in lungo, in largo, fu il mio girovagare
nemmeno mi devo vergognare.
Da mia Madre ho imparato a rispettare,
anche se ambizioso era il mio pensare.
Il mio papà che haimè voleva
che Io facevo il pugilista e
come un libro Sacro
la strada lui mi indicava.
La dignità delluomo è la parola
si trova ancora chi l’onora.
Girovagando ho imparato tanto,
tanto godendo tanto lavorando…
Il Friulano che non e emigrato
non ha perso la cultura,
in questo paese dove è nato
tante cose di buono,
il friulano ha imparato.