Venezuela. Delcy Rodríguez e suo fratello: contatti segreti con gli Stati Uniti già dall’autunno per il post-Maduro
Nelle settimane precedenti l’arresto del presidente venezuelano Nicolás Maduro da parte delle forze statunitensi, Delcy Rodríguez — allora vicepresidente del Venezuela e ora presidente ad interim — e suo fratello Jorge Rodríguez, presidente dell’Assemblea nazionale, avrebbero instaurato contatti riservati con rappresentanti degli Stati Uniti e intermediari del Qatar, esplorando scenari di cooperazione per il periodo successivo a un’eventuale partenza di Maduro dal potere.
Secondo diverse fonti citate dal Guardian, le comunicazioni tra i Rodríguez e funzionari statunitensi sarebbero iniziate già in autunno 2025 e si sarebbero intensificate dopo una importante telefonata tra il presidente USA Donald Trump e Maduro a fine novembre, nella quale Trump aveva chiesto al leader venezuelano di lasciare volontariamente il suo incarico — una richiesta che Maduro aveva rifiutato.
Promesse di cooperazione dopo la rimozione di Maduro
Le fonti sottolineano che Delcy e Jorge Rodríguez non avrebbero orchestrato attivamente il colpo di mano che ha portato alla cattura di Maduro dai militari statunitensi il 3 gennaio 2026, ma avrebbero garantito che — qualora il presidente fosse stato rimosso — avrebbero collaborato con Washington e sostenuto una transizione ordinata.
In particolare, Delcy avrebbe dichiarato agli interlocutori statunitensi: “Maduro deve andarsene” e “Coopererò qualunque sia il risultato” — frasi che sarebbero state interpretate da alcuni diplomatici di Washington come segnali di disponibilità a lavorare con la nuova amministrazione venezuelana post-Maduro per garantire stabilità istituzionale e continuità nelle relazioni bilaterali.
Ruolo di mediatori esterni e dinamiche diplomatiche
Nel quadro di questi contatti segreti, il Qatar ha giocato un ruolo di intermediario, mettendo in comunicazione i Rodríguez con funzionari statunitensi; la presenza di Doha nei negoziati ha contribuito ad abbassare la diffidenza iniziale di alcuni funzionari di Washington verso la vicepresidente venezuelana.
Tuttavia, è importante chiarire che queste discussioni non sembrano aver incluso un impegno formale per aiutare gli Stati Uniti a rimuovere Maduro con mezzi diretti o illegali: secondo più fonti, i Rodríguez avrebbero solo promesso di cooperare dopo la fine del mandato di Maduro, non di organizzare o partecipare a un colpo di Stato.
Come si è evoluta la situazione politica
Dopo l’operazione statunitense che ha portato all’arresto di Maduro e al suo trasferimento a New York per rispondere a accuse federali, la Corte suprema venezuelana ha nominato Delcy Rodríguez presidente ad interim il 5 gennaio 2026. Da quel momento, le relazioni tra il governo provvisorio di Caracas e l’amministrazione Trump hanno visto un rapido avvicinamento diplomático e operativo, con conversazioni dirette tra Trump e Rodríguez e un focus su stabilità, cooperazione economica e sicurezza.
Interpretazioni e reazioni
Le rivelazioni di contatti precoci tra i Rodríguez e gli USA hanno scatenato dibattiti politici e interpretazioni contrapposte:
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Alcuni osservatori vedono in questi contatti un tentativo pragmatico di assicurare una transizione pacifica e prevenire il caos politico e istituzionale in Venezuela.
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Altri critici, tuttavia, temono che un accordo con Washington possa svuotare le spinte democratiche interne e consolidare una leadership poco rappresentativa, soprattutto in vista delle future elezioni.
In ogni caso, la vicenda sottolinea la complessità delle relazioni internazionali venezuelane e il ruolo centrale che Delcy Rodríguez — figura chiave del chavismo e ora protagonista di un ruolo inedito nelle relazioni con gli Stati Uniti — continua a giocare nel destino politico del paese sudamericano.
