Venezuela: sono ore cruciali
Vigilia dell’insediamento presidenziale e giornata cruciale, quella di oggi, per il Venezuela. L’opposizione al dittatore Maduro ha convocato la mobilitazione generale in tutto il Paese. Milioni di persone, presumibilmente, scenderanno nelle strade e nelle piazze per reclamare quanto hanno indicato con le elezioni dello scorso 28 giugno: Maduro ha perso e se ne deve andare.
Tutti gli atti delle votazioni sono stati consegnati ieri al governo del Panama per essere custoditi nella banca centrale. Dimostrano che Gonzalo Urrutia ha vinto con circa l’87 per cento dei voti. Risultato contestato da Maduro e dai suoi seguaci, che pur senza presentare le prove, si è dichiarato vincitore. Inutili le richieste di vari Stati di una documentazione.
Molti Paesi, tra cui l’Italia, hanno riconosciuto in Gonzalo Urrutia il nuovo presidente del Venezuela.
In questi giorni la dittatura ha mobilitato l’esercito, la polizia e i propri seguaci minacciando una represione brutale per contrastare la manifestazione odierna e soprattutto il ritorno, domani, di Gonzalo Urrutia che ha dichiarato che sarà nel Paese a reclamare la presidenza e sulla cui testa Maduro ha posto una taglia di 100 mila dollari.
