Voto elettronico: avanti piano!
Il Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha risposto all’interrogazione dell’On Fucsia Fitzgerald Nissoli in cui si chiedevano spiegazioni sulle modalità di sperimentazione del voto elettronico nella Circoscrizione estera e “se in tale sperimentazione si preveda di coinvolgere tutte le ripartizioni di detta circoscrizione; quali siano i tempi previsti per l’elaborazione di un modello che possa essere utilizzato già alle prossime elezioni politiche e a quelle dei Comites per l’anno prossimo”.
Nella sua risposta, il Ministro Lamorgese ha affermato che “è necessario procedere a un’attenta valutazione di una serie di aspetti tecnici di estrema delicatezza e complessità, per assicurare il rispetto delle norme riconducibili al procedimento elettorale, per loro natura direttamente collegate ai principi costituzionali di segretezza e personalità del voto. Si è, pertanto, ritenuto necessario un approfondimento della materia in esame, da effettuarsi in via preliminare ad opera di un’apposita Commissione, composta da rappresentanti del Ministero dell’Interno, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Ministero della Giustizia e dell’Ufficio del Ministro per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione. A tale gruppo di lavoro, in corso di istituzione, verrà affidato lo studio di ipotesi attuative e tecnico-organizzative del voto elettronico, al fine di individuare le migliori linee guida per la sperimentazione di un modello che contemperi le esigenze di modernizzazione e snellimento delle procedure elettorali con le garanzie costituzionali”.
Infine, il Ministro, riferendosi all’utilizzazione del voto elettronico per le elezioni dei Comites, ha evidenziato “che il decreto legge 30 maggio 2012, n.67, convertito con modificazioni dalla legge 23 luglio 2012, n.118, prevede già tale sistema, le cui modalità applicative discenderanno dall’adeguatezza dei fondi.”
Una risposta chiara per la descrizione dello stato dell’arte ma che lascia trasparire una eccessiva lentezza nell’innovare le procedure elettorali, una innovazione che, a mio avviso, potrebbe garantire una maggiore sicurezza del voto stesso ed evitare i brogli di cui la stampa ha riferito più volte durante le elezioni politiche nella circoscrizione estera”.
