Maduro istituisce il “Premio Nobel venezuelano per la Pace”. E vince… Maduro
In un Paese dove manca tutto, perfino l’ironia rischiava di diventare merce rara. Ma Nicolás Maduro ha deciso di rimediare. Con un atto di geniale creatività istituzionale, il dittatore venezuelano ha annunciato la nascita del “Premio Nobel venezuelano per la Pace”.
E, per evitare sospetti di brogli, ha fatto subito chiarezza: il primo vincitore è lui stesso.
La cerimonia, sobria come un comizio elettorale e intensa come una diretta di propaganda, si è svolta tra bandiere, applausi comandati e sorrisi ministeriali a tempo. Maduro ha ricevuto il premio con evidente emozione, ringraziando se stesso per “l’impegno instancabile a favore della pace, della stabilità e della felicità del popolo venezuelano”. Un popolo che, per l’occasione, non ha potuto partecipare perché impegnato a fare la fila per beni di prima necessità.
Secondo il comunicato ufficiale, il premio riconosce “la capacità straordinaria del presidente di mantenere la pace interna”. Pace intesa, naturalmente, come assenza di proteste visibili, ottenuta grazie a una combinazione di controlli, divieti e una creativa interpretazione dei diritti civili.
Fonti governative spiegano che la giuria era composta da personalità di altissimo profilo:
– il ministro dell’Informazione,
– il ministro dell’Informazione aggiunto,
– e il ministro che informa gli altri due.
Tutti unanimi nel giudicare Maduro “il candidato ideale, se non l’unico”.
Il dittatore ha poi dedicato il premio “a tutti coloro che credono nella pace”, specificando che si tratta di coloro che credono nella sua pace, possibilmente in silenzio. Ha inoltre auspicato che il riconoscimento diventi annuale, lasciando intendere che la concorrenza resterà, per ora, limitata.
Dall’estero, il Comitato Nobel di Oslo ha fatto sapere di non essere stato informato dell’iniziativa, ma di apprezzare “l’originalità del gesto”, ricordando però che, di solito, non ci si assegna il Nobel da soli. Un dettaglio che, a Caracas, viene considerato secondario.
Nel frattempo, il Venezuela continua a vivere tra inflazione galoppante, emigrazione di massa e tensioni sociali. Ma ora c’è una certezza in più:
la pace è salva, almeno sulla carta intestata del regime.
E chissà: se l’esperimento funzionerà, il prossimo passo potrebbe essere il Premio Pulitzer venezuelano per il giornalismo indipendente, assegnato direttamente alla televisione di Stato.
