Ago, filo e bici: un sarto con la passione della corsa
Arrivò a Ellis Island nel 1930 in piena adolescenza e quando scese dal transatlantico “Conte Grande” aveva già la passione per la bicicletta. Nessuno però, compreso lui, avrebbe immaginato che le corse in biciclette sarebbero diventate una parentesi importante della vita americana di Mario D’Alessandro. Una parentesi che lo avrebbe immortalato in decine di giornali dell’epoca e che lo consegnò alla storia con i suoi record sulla distanza.
Mario D’Alessandro era nato a Cepagatti, un piccolo borgo che oggi fa parte della provincia di Pescara. Era il 19 dicembre del 1914 e il mondo era entrato da poco nell’incubo della prima guerra mondiale. In Abruzzo il piccolo Mario apprese l’arte sartoriale andando a imparare nelle botteghe degli artigiani. Sarebbe stato un apprendistato molto utile perché in terra americana poté dare corpo alla propria vena creativa specializzandosi nella realizzazione di divise militari. Stabilitosi a Philadelphia come capitò a tanti corregionali dell’epoca, D’Alessandro divenne un abile sarto e usò il suo talento nell’esercito per salire al grado di sergente maggiore nella “Quartermaster School” (comando subordinato del Comando di supporto alle armi combinate dell’esercito degli Stati Uniti con sede a Fort Lee in Virginia).
Parallelamente coltivò però anche la sua passione per le corse in bicicletta e durante i suoi anni giovanili, i primi in terra statunitense, si tesserò per una squadra ciclistica dimostrando fin dalle prime uscite di avere un particolare talento soprattutto nelle corse in salita. Vero e proprio camoscio d’Abruzzo, Mario D’Alessandro realizzò nel 1935 divenne campione di Philadelphia e poco dopo, partendo dal Capitol di Washington percorse i 150 miglia che lo separavano da Philadelphia in 7 ore, 17 minuti e 31 secondo. Un vero record mondiale. D’Alessandro fu inserito nella squadra pre-olimpica del 1936 e ripeté i suoi record sulla distanza Washington-Philadelphia per altri 4 anni, fino al 1939.
L’abruzzese e i suoi compagni di squadra del “Philadelphia Relay” nel 1934 stabilirono un record percorrendo la strada da Los Angeles a New York City in soli sette giorni (il record precedente era stato di 13 giorni e mezzo). L’impresa valse ai corridori la celebrazione da parte della “League of American Wheelmen” (oggi “League of American Bicyclists”) che li onorò con una medaglia per l’ incredibile impresa.
L’apice della carriera sportiva di Mario D’Alessandro arrivò nel 1938 con il piazzamento d’onore nel campionato nazionale di bicicletta. Con lo scoppio della seconda guerra mondiale anche per Mario D’Alessandro arrivarono i tempi cupi e il lavoro prese il sopravvento sulla passione sportiva. La sua carriera di sarto proseguì nella “Louis Goldsmith, Inc.” dove divenne uno dei responsabili della produzione. Nel 1942 Mario convolò a nozze con l’italo americana Anna Caruso. Anche la moglie, nata il 29 gennaio 1920, lasciò una promettente carriera di cantante di lirica per dedicarsi alla famiglia. Apprezzata corista Anna regalò a Mario per tre volte la felicità di diventare padre. Dal loro matrimonio nacquero infatti Conrad, Mario, Jr. e Robert. Mario D’Alessandro morì ad Abington in Pennsylvania il 21 gennaio del 2009. La moglie, Anna Caruso, gli sopravvisse fino al 26 aprile 2013.
