Bolivia, un centinaio di italiani bloccati sulle Ande: il maltempo chiude i passi verso il Cile
Un viaggio attraverso le Ande si è trasformato in un’esperienza difficile per circa cento cittadini italiani, rimasti bloccati in alta montagna a causa delle condizioni meteorologiche che stanno interessando la Bolivia.
La vicenda è stata confermata dalla Farnesina, che attraverso l’Unità di Crisi e in stretto collegamento con l’Ambasciata d’Italia a La Paz ha assistito i connazionali nella giornata di ieri.
Pioggia, neve e condizioni difficili hanno provocato la chiusura o la riduzione degli orari di apertura di alcuni passi di frontiera tra Bolivia e Cile, creando notevoli problemi a chi si trovava lungo questi itinerari.

Le Ande non perdonano
Per chi visita la Bolivia, attraversare le Ande può rappresentare una delle esperienze più affascinanti del viaggio.
Ma è anche un ambiente nel quale le condizioni possono cambiare rapidamente.
Le grandi altitudini, il freddo, la neve e le difficoltà di collegamento rendono particolarmente complicati gli spostamenti quando il maltempo arriva con intensità.
In questi giorni le precipitazioni hanno interessato diverse zone del Paese e, secondo le informazioni disponibili, si è verificata anche una nevicata insolita nell’area di La Cumbre, uno dei passi montani situati non lontano da La Paz.

La Farnesina interviene
Il fatto che siano stati coinvolti così tanti italiani ha fatto scattare l’intervento dell’Unità di Crisi.
Non si tratta necessariamente di un’emergenza individuale per ciascun viaggiatore: il problema principale è stato quello della viabilità e dell’impossibilità di attraversare alcuni passi di montagna.
Ma in alta quota anche una situazione apparentemente temporanea può diventare rapidamente più complicata.
Per questo l’intervento delle autorità consolari assume particolare importanza.
L’avvertimento ai connazionali
La Farnesina ha invitato gli italiani che intendono viaggiare nei prossimi giorni nella zona a valutare possibili variazioni del proprio itinerario.
A chi decidesse comunque di procedere viene raccomandato di essere adeguatamente preparato ad affrontare eventuali situazioni di emergenza in alta montagna, considerando che i soccorsi potrebbero non essere immediati.
È un consiglio che vale soprattutto per chi organizza autonomamente il proprio viaggio.
In montagna, infatti, una strada chiusa può significare rimanere isolati per ore o anche più a lungo.
Un avvertimento importante anche per i turisti italiani
La Bolivia è una destinazione sempre più apprezzata dai viaggiatori internazionali.
La Paz, il lago Titicaca, il Salar de Uyuni e le grandi distese andine attirano ogni anno turisti da tutto il mondo.
Ma proprio la straordinaria bellezza di questi luoghi può nascondere un rischio che il turista europeo tende a sottovalutare: l’altitudine.
Non si tratta soltanto di affrontare temperature basse.
A migliaia di metri di quota anche lo stesso organismo umano deve adattarsi alla rarefazione dell’ossigeno.
Se poi alle condizioni normali si aggiungono neve, vento, pioggia e strade impraticabili, la situazione può diventare molto più difficile.
Prima di partire, informarsi
La Farnesina ricorda ai viaggiatori italiani l’importanza di utilizzare i servizi ufficiali di informazione e assistenza.
In particolare viene consigliato di consultare Viaggiare Sicuri e di registrare i dati del proprio viaggio su Dove siamo nel mondo o sull’app Viaggiare Sicuri.
Sono strumenti che possono sembrare burocratici quando tutto va bene.
Ma quando qualcosa va storto, possono diventare estremamente importanti.
Un viaggio che per molti continuerà
La buona notizia è che l’intervento della Farnesina ha consentito di assistere i circa cento italiani coinvolti.
La vicenda rappresenta comunque un promemoria per chiunque programmi un viaggio attraverso le Ande.
La natura non conosce itinerari turistici.
Una strada che il giorno prima era percorribile può essere chiusa il giorno dopo dalla neve o dalle piogge.
E in alta montagna non sempre esiste una strada alternativa.
Per questo, prima di affrontare un viaggio in Bolivia, soprattutto nelle zone più elevate e lungo i collegamenti con il Cile, è fondamentale controllare le condizioni meteorologiche e la situazione dei passi di frontiera.
La lezione per chi viaggia
Quello che è successo ai cento italiani non deve necessariamente essere letto come un motivo per rinunciare alla Bolivia.
Al contrario.
Le Ande rimangono una delle grandi meraviglie del Sud America.
Ma sono un ambiente che deve essere affrontato con rispetto e preparazione.
Perché il viaggio più bello è quello che permette di tornare a casa con i ricordi delle montagne, dei paesaggi e delle persone incontrate.
E non quello nel quale si scopre troppo tardi quanto possa essere difficile affrontare un’emergenza a migliaia di metri di altitudine.
