Cittadinanza, Odoguardi attacca il PD: “Pensano agli stranieri e ignorano milioni di italiani nel mondo”
Il dibattito sulla cittadinanza torna al centro dello scontro politico in Italia, ma secondo il vicepresidente del Movimento Associativo Italiani all’Estero, Vincenzo Odoguardi, si tratta dell’ennesima battaglia ideologica che rischia di dimenticare completamente gli italiani oltre confine.
Odoguardi critica duramente le proposte sostenute dal Partito Democratico, accusandole di puntare a facilitare l’accesso alla cittadinanza per gli stranieri, mentre milioni di italiani all’estero e i loro discendenti continuano a essere trascurati.
Secondo l’esponente del MAIE, il problema non è tanto ampliare i diritti, quanto il fatto che il dibattito politico sembri ignorare una realtà precisa: esiste una comunità di quasi sette milioni di italiani nel mondo che mantiene vivo il legame con il Paese, ma che spesso si scontra con burocrazia, limiti normativi e mancanza di attenzione istituzionale.
#Odoguardi sottolinea come il principio dello ius sanguinis, su cui si basa la cittadinanza italiana, rappresenti un elemento fondamentale della storia nazionale e dell’identità culturale del Paese. Metterlo in secondo piano, sostiene, significherebbe indebolire il rapporto con le comunità italiane all’estero, che da generazioni promuovono lingua, cultura ed economia italiana nel mondo .
Nel mirino del vicepresidente MAIE finisce anche quella che definisce una narrazione distorta: l’idea che chi richiede la cittadinanza italiana sia un approfittatore. Al contrario, ribadisce, si tratta spesso di discendenti di emigrati che cercano di recuperare un diritto legato alle proprie origini .
Per Odoguardi, quindi, la priorità dovrebbe essere chiara: prima di introdurre nuove forme di accesso alla cittadinanza, lo Stato dovrebbe garantire diritti e riconoscimento a chi è già legato all’Italia per storia, cultura e famiglia.
Il rischio, conclude, è che si continui a discutere di cittadinanza guardando solo all’interno dei confini nazionali, dimenticando il ruolo strategico e identitario degli italiani nel mondo.
