Costa Rica cambia rotta: addio neutralità, ora guarda sempre più verso Stati Uniti e Israele
Per decenni Costa Rica è stata considerata uno dei Paesi più pacifici e neutrali dell’America Latina. Niente esercito, diplomazia moderata e una politica estera lontana dai grandi conflitti internazionali. Ma oggi qualcosa sta cambiando rapidamente.
Il nuovo Governo costaricano ha infatti deciso di rafforzare in modo molto marcato i rapporti con Israele e con gli Stati Uniti, segnando una svolta che sta facendo discutere sia in Centro America sia a livello internazionale.
Tra le decisioni più simboliche c’è la volontà di trasferire nuovamente l’ambasciata costaricana a Gerusalemme, dopo che anni fa era stata spostata a Tel Aviv. Una scelta fortemente appoggiata dall’amministrazione di Donald Trump e vista come un chiaro segnale politico di allineamento con Israele.
Parallelamente, San José starebbe accelerando anche un accordo commerciale con Israele e una maggiore cooperazione strategica con Washington, soprattutto sui temi della sicurezza regionale, del narcotraffico e dell’influenza cinese in America Latina.
La svolta sta però dividendo l’opinione pubblica. Molti analisti ricordano che il Costa Rica ha costruito la propria immagine internazionale proprio sulla neutralità diplomatica e sul pacifismo, abolendo addirittura l’esercito nel 1948. Oggi, invece, il Paese sembra avvicinarsi sempre di più alle posizioni geopolitiche statunitensi.
Secondo alcuni osservatori, questo cambiamento potrebbe rafforzare economicamente il Paese e attirare nuovi investimenti. Altri, invece, temono che il Costa Rica rischi di perdere parte della propria identità storica e della sua indipendenza diplomatica.
In un Centro America sempre più attraversato da tensioni geopolitiche, migrazioni, narcotraffico e competizione tra grandi potenze, anche uno dei Paesi tradizionalmente più stabili della regione sembra dunque entrare in una nuova fase politica.
