Cuba, il paradosso degli italiani felici sull’isola: “Qui abbiamo ritrovato il tempo e la serenità”
Mentre #Cuba continua ad affrontare una delle crisi economiche più difficili degli ultimi decenni — con blackout, scarsità di beni, inflazione e un’emigrazione record della popolazione locale — esiste un fenomeno che continua a sorprendere: quello degli stranieri, e in particolare degli italiani, che scelgono comunque di trasferirsi sull’isola e dichiarano di vivere meglio che in Europa.
Un apparente controsenso che, negli ultimi anni, è diventato sempre più visibile soprattutto nelle città costiere e nelle zone turistiche come L’Avana, Santiago de Cuba, Trinidad e Varadero.
Molti italiani arrivano inizialmente per una vacanza, spesso attratti dal clima caraibico, dalla musica, dal mare e da uno stile di vita percepito come più umano e meno frenetico rispetto all’Europa. Alcuni decidono poi di restare definitivamente, nonostante le difficoltà quotidiane che i cubani conoscono bene.
“Qui ho meno soldi, ma vivo meglio”, è una delle frasi che si sente più spesso tra gli espatriati italiani sull’isola.
Il motivo principale, spiegano molti di loro, non è economico. Anzi: chi vive a Cuba deve spesso affrontare problemi seri come mancanza di medicinali, interruzioni elettriche, difficoltà nei trasporti e carenza di prodotti alimentari. Tuttavia, molti stranieri sostengono di aver trovato qualcosa che nei loro Paesi sentivano di avere perso: tempo, relazioni umane e una vita meno dominata dallo stress.
Per pensionati italiani con entrate provenienti dall’estero, inoltre, il costo della vita può ancora risultare relativamente conveniente in alcuni settori, soprattutto fuori dalle aree più turistiche. Molti raccontano di poter vivere con ritmi più tranquilli, vicino al mare, dedicandosi a lettura, musica, pesca o piccole attività private.
C’è poi il fattore umano. Nonostante le enormi difficoltà economiche, Cuba conserva una forte cultura comunitaria. Gli italiani che vivono sull’isola parlano spesso della solidarietà tra vicini, della facilità nel creare amicizie e di una quotidianità che, pur complicata, appare più autentica.
Naturalmente non tutti riescono ad adattarsi. Alcuni stranieri, dopo pochi mesi, decidono di tornare in Europa proprio a causa dei continui problemi infrastrutturali e della complessità burocratica cubana. Ma chi resta lo fa quasi sempre per scelta emotiva più che materiale.
Negli ultimi anni, con l’aumento del costo della vita in Europa e il crescente senso di isolamento sociale denunciato da molte persone, Cuba continua così a rappresentare, per una piccola comunità di italiani, una specie di rifugio esistenziale: difficile, imperfetto, a volte frustrante, ma ancora capace di offrire quella sensazione di libertà e umanità che molti dicono di non trovare più altrove.
