El Salvador, 165 anni di amicizia con l’Italia: una mostra racconta le tracce lasciate dagli italiani
A San Salvador un’esposizione fotografica ripercorre il contributo italiano all’architettura, all’istruzione e allo sviluppo del Paese centroamericano. L’iniziativa è stata promossa dall’Ambasciata d’Italia in occasione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo.

Centosessantacinque anni di relazioni diplomatiche, scambi culturali e collaborazione: Italia ed El Salvador celebrano una lunga storia di amicizia attraverso una mostra fotografica che racconta il contributo italiano al patrimonio storico e culturale del Paese centroamericano.
L’esposizione, intitolata «165 anni di amicizia tra Italia ed El Salvador», è stata organizzata dall’Ambasciata d’Italia a San Salvador in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri salvadoregno, in occasione dell’anniversario delle relazioni diplomatiche avviate nel 1861.
La mostra è ospitata presso la sede del Ministero degli Esteri di El Salvador, ad Antiguo Cuscatlán, ed è disponibile anche in formato multimediale. L’inaugurazione ha visto la partecipazione dell’Ambasciatore d’Italia, Paolo Emanuele Rozo Sordini, e della Viceministra salvadoregna per la Diaspora e la Mobilità Umana, Patricia Godínez.
Le opere italiane nella storia del Paese
Il percorso espositivo si articola in quattro sezioni: «Fede e patrimonio», «Memoria storica e arte monumentale», «Educazione e valori» e «Cooperazione e ingegneria». Attraverso fotografie di chiese, monumenti, scuole e infrastrutture, viene illustrato come il lavoro di architetti, artisti, educatori e tecnici italiani abbia contribuito a plasmare una parte significativa del patrimonio salvadoregno.
Tra le opere documentate figurano la chiesa di El Calvario e la Basilica di Nostra Signora di Guadalupe, legate all’attività dell’architetto e ingegnere italiano Augusto Cesare Baratta del Vecchio.
Spazio anche al Collegio Salesiano Santa Cecilia, testimonianza dell’eredità educativa ispirata a Don Bosco, e al monumento funebre di San Óscar Romero, realizzato dallo scultore italiano Paolo Borghi.
La rassegna comprende inoltre i mausolei del cimitero Los Ilustres, il ponte Cuscatlán e gli interventi di restauro della chiesa di Santa Cruz de Roma, a Panchimalco. Un insieme di testimonianze che mostra come la presenza italiana non si sia limitata agli scambi diplomatici, ma abbia lasciato segni concreti nella vita culturale e materiale del Paese.
La cooperazione guarda anche al futuro
La mostra dedica attenzione anche alla collaborazione contemporanea tra i due Paesi. Nel corso dell’inaugurazione è stato ricordato l’impegno del Governo italiano, attraverso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, nei progetti di recupero e rivitalizzazione dei centri storici di San Salvador e San Miguel.
La valorizzazione del patrimonio architettonico e urbano rappresenta infatti un terreno importante di collaborazione internazionale, nel quale la tutela della memoria storica può accompagnarsi allo sviluppo culturale e alla riqualificazione delle città.
La lingua come ponte tra culture
L’iniziativa rientra nel programma della XXVI Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, dedicata nel 2026 al tema «Lingua geniale: ideare, progettare, creare con l’italiano».
Il legame tra lingua, arte e creatività diventa così il filo conduttore di un racconto che attraversa generazioni e settori diversi. La cultura italiana viene presentata non soltanto attraverso la letteratura e la lingua, ma anche mediante le opere, le competenze e le conoscenze che hanno contribuito alla crescita della società salvadoregna.
A 165 anni dall’avvio delle relazioni diplomatiche, la mostra offre dunque l’occasione per rileggere una storia di scambi e collaborazione, ricordando come i rapporti tra i Paesi si costruiscano anche attraverso il lavoro quotidiano di artisti, professionisti, insegnanti e istituzioni.
Un patrimonio condiviso che continua a rappresentare una base per rafforzare l’amicizia tra Italia ed El Salvador e sviluppare nuove forme di cooperazione per il futuro.
