Nasce la Giornata della Pasta Italiana nel Mondo: Tajani punta su ambasciate e consolati
Il ministro degli Esteri annuncia un appuntamento annuale per celebrare uno dei simboli più riconoscibili del Made in Italy. Iniziative in tutto il mondo per promuovere la cucina italiana, sostenere le imprese e rafforzare l’export.

La pasta italiana avrà una giornata dedicata alla sua promozione nel mondo, con iniziative organizzate ogni anno dalla rete diplomatica italiana. Ad annunciarlo è stato il vicepremier e ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, intervenuto a Roma il 21 ottobre in occasione della presentazione della 28ª edizione del World Pasta Day, in programma il 25 ottobre.
«La pasta è uno dei simboli più amati della nostra cucina. È tradizione, cultura, convivialità. È la grande ambasciatrice della cucina italiana sulle tavole di tutto il mondo», ha dichiarato Tajani, spiegando di aver voluto lanciare la nuova Giornata della Pasta Italiana nel Mondo per celebrare e promuovere questa eccellenza attraverso iniziative realizzate dalle ambasciate e dai consolati italiani.
L’obiettivo è fare della pasta non soltanto un prodotto gastronomico apprezzato a livello internazionale, ma anche uno strumento di promozione culturale ed economica. Pochi alimenti, infatti, sono riusciti a identificarsi così profondamente con l’immagine dell’Italia, entrando nelle abitudini quotidiane di milioni di persone in Paesi e culture differenti.
Tradizione e industria, un patrimonio da valorizzare
Per Tajani, la pasta rappresenta anche una risorsa strategica per il sistema produttivo nazionale. Dietro ogni piatto c’è una filiera che coinvolge agricoltori, produttori di grano duro, aziende di trasformazione, lavoratori e imprese legate alla distribuzione e all’esportazione.
«La pasta è una straordinaria forza economica e industriale, un motore di crescita e innovazione», ha sottolineato il ministro, ricordando come questa tradizione si accompagni ad altri prodotti simbolo dell’agroalimentare italiano, dal pomodoro all’olio extravergine d’oliva, fino ai formaggi.
La nuova iniziativa si inserisce nella strategia della cosiddetta diplomazia della crescita, con cui la Farnesina intende sostenere le imprese italiane sui mercati internazionali, favorire l’internazionalizzazione e ampliare le opportunità per i territori.
Ambasciate e consolati in prima linea
La novità riguarda direttamente le comunità italiane all’estero. Le ambasciate e i consolati potranno organizzare iniziative per raccontare la cultura gastronomica italiana, valorizzare le produzioni nazionali e coinvolgere operatori economici, ristoratori e appassionati della cucina italiana.
Per gli italiani residenti all’estero, la pasta è spesso molto più di un alimento: è un legame con la famiglia, con le tradizioni e con i ricordi del Paese d’origine. Allo stesso tempo, per le nuove generazioni e per chi si avvicina alla cultura italiana, rappresenta una porta d’ingresso alla scoperta delle nostre abitudini e del nostro patrimonio gastronomico.
La nuova Giornata potrà quindi diventare un’occasione per unire promozione commerciale e identità culturale, dando visibilità alle aziende e alle eccellenze agroalimentari italiane.
Il Made in Italy a tavola
L’annuncio arriva in vista del World Pasta Day del 25 ottobre, iniziativa promossa dall’Unione Italiana Food insieme all’International Pasta Organisation, giunta nel 2026 alla sua 28ª edizione.
La sfida sarà trasformare la nuova ricorrenza in un appuntamento capace di produrre risultati concreti: maggiore conoscenza dei prodotti italiani, nuove occasioni commerciali e una presenza ancora più forte sui mercati internazionali.
«L’Italia è leader mondiale nella produzione di pasta. E vogliamo continuare ad esserlo», ha affermato Tajani, ribadendo che il sostegno alle imprese agroalimentari costituisce una delle priorità della sua azione alla Farnesina.
La pasta, insomma, si prepara a diventare anche protagonista della diplomazia italiana. Con un vantaggio non trascurabile: è uno dei pochi ambasciatori del nostro Paese che riesce a mettere d’accordo, almeno a tavola, persone di culture e provenienze diverse.
