Fondi destinati agli italiani nel mondo a causa della pandemia: non pervenuti!
Spinto da un articolo pubblicato di recente in un sito vicino a chi ha il mandato per gli italiani nel mondo, ho voluto indagare per poter essere certo che i connazionali residenti in Ticino potessero ricevere in tempi utili assistenza economica e, quindi, poter dare la buona notizia a chi mi ha chiesto informazioni. Ma le notizie sono vaghe e la tempistica incalcolabile.
Venerdì 4 dicembre mi sono recato in Consolato. Sono prima stato ricevuto da un commesso e dopo da una impiegata a stretto contatto con il Console.
Ringrazio il Consolato di Lugano per le informazioni ricevute, ma non posso dare alcuna notizia certa ai connazionali residenti. La procedura sembra ad oggi molto lunga e senza alcuna garanzia da parte dello stesso Consolato.
Quanto mi è stato detto è questo: gli italiani in difficoltà possono recarsi in Consolato solo attraverso un appuntamento e chiedere aiuto, ma la stessa richiesta viene poi inoltrata a Roma in attesa di approvazione, visto che i fondi promessi non sono stati erogati al Consolato. Le richieste vanno inoltrate direttamente a Roma.
Ricordo a chi ha promesso questi fondi che la fame non attende la burocrazia, che le iniezioni di fiducia non aiuteranno chi è in difficoltà a poter provvedere a sé stesso come sembrava fosse possibile in tempi brevi, visto l’entusiasmo con cui è stata data la notizia.
Le iniezioni di fiducia, se non hanno un seguito immediato, potrebbero essere più un veleno che aggrava la situazione e non un rimedio alla sofferenza. Fossi al posto loro eviterei di fare troppa inutile pubblicità quando la tempistica non è neanche calcolabile.
Invito quindi i connazionali a volersi rivolgere al Consolato, ma a non aspettarsi un aiuto in tempi brevi e nemmeno la garanzia che questo arriverà, visto che tutto prende la strada della burocrazia e dipende dalla decisione di chi a Roma dovrà effettivamente erogarlo. Purtroppo il Consolato, a malincuore, non sa quanto tempo sarà necessario per poterlo ottenere.
Ho invitato anche altri attivisti per gli italiani all’estero a porre le stesse domande nei Consolati della loro circoscrizione, ma nessuno ancora ha avuto notizie diverse da quelle a me fornite.
La Farnesina sappia che nulla dovrebbe essere motivo di incertezza quando in ballo c’è la sopravvivenza dei connazionali all’estero e che il lavoro svolto fin ad ora, 10 mesi, è a mio avviso scadente sia in termini di tempo che di trasparenza, mentre le promesse sembrano essere all’ordine del giorno per tutto quanto riguarda questa Governo che ha avuto a disposizione miliardi e miliardi come mai prima ed un potere non paragonabile a nessuna delle precedenti legislature.
Gerolamo De Palma – MIRE
