Gli Italiani residenti in Paesi ex “blacklist” e l’Ordinanza del 09.07.2020
Sembra che, alla fine, la ragione abbia prevalso nei dettagli dell’Ordinanza del 09.07.2020. Normativa a dir poco assurda, quella emanata e firmata dal Ministro Speranza che, di fatto, a migliaia di Italiani residenti in 14 Paesi stranieri escludeva la possibilità di rientrare in Italia.
Cosa ancor più inconcepibile, forse, è stata la sua reazione, alla richiesta di rimozione del veto, quando si è dichiarato di non esserne a conoscenza.
Come Movimento nato per aiutare gli Italiani all’estero, il M.I.R.E. è stato uno dei primi a scrivere, in data 16 Luglio 2020, al Presidente della Repubblica Italiana, Mattarella, al Ministro degli Esteri, Di Maio, e al Ministro della Salute, Speranza, chiedendo la rimozione del veto, mentre altre fazioni politiche, presenti al governo e cresciute nei bassifondi delle comunità Italiane, hanno giocato con promesse mai mantenute e con la ignoranza di un pubblico che ha sempre chiesto un aiuto reale e tangibile per la soluzione dei problemi che affliggono le comunità Italiane nel mondo.
Si tratta di fazioni politiche fatte gestire da personaggi di dubbia reputazione, venduti al miglior offerente, senza una preparazione per la gestione di problematiche di rilevanza mondiale, che credono che, con i loro modi, maturati in ambienti non certamente edificanti, possono mantenere l’attenzione e raccogliere la fiducia degli Italiani che, invece, iniziano a capire e a vedere cose che prima erano state loro occultate, sicuramente mantenendo un pubblico composto da personaggi con le stesse caratteristiche di chi li gestisce e giocando con l’ambivalenza che hanno sempre dimostrato.
L’esclusione dei Paesi in blacklist si deve a un lavoro di varie fazioni operanti all’estero, all’onorevole Nissoli, che si è prodigata sul tema, al CTIM, che ha spinto i suoi dirigenti a interpellare il Governo, all’On. Lorenzato, che, tra gli altri, ha riportato lo stesso problema, mentre non si capiscono l’incongruenza e le prese di posizione del portavoce del MAIE, il sig. Riccardo Filosa, che, da un lato porta avanti le politiche di partito, dando ragione all’Ordinanza del Ministro Speranza quando, in data 3 Agosto 2020, permette alla testata di sua proprietà, “Italiachiamaitalia”, di pubblicare un articolo a favore dell’Ordinanza, mentre, dall’altro, sulla stessa testata digitale, si professa un indipendente con le sue dichiarazioni con cui ancora nel 2010 andava contro al MAIE, e oggi è uomo di punta di un partito politico al governo, che sicuramente, con altri personaggi, sarebbe riuscito a fare molto di più, quando un Vicepresidente dello stesso partito, dopo gli impegni presi, è stato lasciato a casa e dove una delle famiglie più influenti d’Argentina ha creduto nello stesso, finanziando il movimento, oggi partito.
Un partito con deleghe speciali che veramente potrebbe fare la differenza, gestito nelle sue comunicazioni da un personaggio cresciuto nell’ombra di una società ai margini delle collettività Italiane.
Il risultato della sua crescita professionale si traduce in poche sentenze, con conclusioni ovvie che hanno il sapore di “beghe condominiali “.
Crediamo che le comunità Italiane possano essere aiutate con l‘apporto di tutti, un apporto portato avanti da persone preparate e sensibili ai temi che le riguardano.
Per questo, noi del M.I.R.E., uniti ed insieme agli italiani residenti all’estero, continueremo a lavorare per portare a casa risultati, ogni giorno, costantemente, fino ad ottenere tutti quelli che ci siamo prefissi.
M.I.R.E., Movimento Italiani Residenti all’Estero (M.I.R.E.)
