Il Cile e l’efficienza energetica che diventa sostenibile
L’Italia avrà un ruolo primario con il Regno Unito nei lavori della Cop26 e l’occasione sarà utile per tornare a riflettere sulla produzione e gestione di una diversa organizzazione energetica.
Il Cile vanta un’immensa dotazione di risorse a costi ottimali. Se pensiamo all’energia solare, il Paese è all’avanguardia, mentre nel sud del Cile è possibile sviluppare, investire e implementare l’energia eolica. Non solo. Grazie all’Enel, nel Paese si sta sviluppando la ricerca e l’innovazione in rapporto alla energia geotermica, con gli importanti impianti ubicati sulle Ande.
La ricchezza del Cile in ambito energetico permette di poter comprendere gli obiettivi del governo che insegue la neutralità dal carbonio entro il 2050. Una visione che unisce l’Italia, i lavori della Cop26 alle opportunità che le imprese stanno sviluppando in Cile. Attraverso la leadership energetica e innovativa dell’Enel, in Cile si sta provando a sviluppare anche le enormi opportunità frutto dell’idrogeno verde. Un mix di visioni che aiuta a comprendere le enormi opportunità che il Cile offre alle imprese energetiche italiane.
Attualmente, il 66.2% delle abitazioni private deve migliorare il proprio approccio energetico, mentre il 21% dei cileni dichiara di soffrire il freddo durante l’inverno. Nel Paese riscaldarsi costa molto per le capacità economiche medie della popolazione e tale scenario comporta delle problematiche di carattere economico, sociale ed ambientale. Tale fenomeno richiede una risposta regolamentare industriale e commerciale e grazie all’innovazione italiana il Paese può avviare una diversificazione energetica all’insegna della sostenibilità e con costi più contenuti. La collaborazione energetica con il Cile sulle tematiche della diversificazione energetica può divenire un’importante opportunità economica se ben compresa e strutturata. Stabilire delle solide connessioni e sviluppare progetti per scambiare esperienza sull’efficienza energetica permetterebbe il diffondersi di tecnologia e innovazione per il mercato energetico residenziale e industriale della realtà locale, rivitalizzando l’intero comparto energetico del Cile.
Particolarmente importante risulta essere l’analisi della politica di attrazione degli investimenti sviluppata dal Cile, con un quadro normativo certo e concreto e con una considerevole apertura alle imprese estere. La pandemia sanitaria ha generato una paralisi produttiva nel corso del II trimestre del 2020 e dopo i segnali di ripresa registrati dall’agenzie economiche ad inizio 2020.
Nel primo semestre del 2020, il Cile è risultato essere il quinto partener commerciale dell’Italia all’interno della regione latino-americana, con un interscambio di 699 milioni di euro, dopo Brasile, Messico, Argentina e Colombia.
Quasi la metà dell’export italiano in Cile è rappresentato da beni strumentali. Le stime della Banca Centrale hanno analizzato il recente calo degli investimenti fissi lordi e una contrazione delle importazioni, frutto della crisi economica come conseguenza della crisi sanitaria.
La crisi economica globale ha rallentato la componente interna di consumi e degli investimenti pubblici, privati e internazionali. Accanto alle opportunità e progettualità energetiche, il settore delle costruzioni è estremante importante nel Paese, anche se ha subito un rallentamento e una caduta degli investimenti nel corso della seconda parte del 2020. Tuttavia, il settore è in crescita e in tale ambito ritroviamo il 60% degli investimenti dell’economia nazionale. Nel terzo trimestre dell’anno 2020, le vendite di nuove abitazioni sono crescite del 75.4%, generando nuove prospettive anche nel campo dell’approvvigionamento energetico urbano, grazie all’aumento delle vendite dovute a condizioni di credito più flessibili e alle agevolazioni offerte dai costruttori.
Nel 2021 si prevede una ripresa totale degli investimenti calcolata intorno al 7.7%. Secondo uno studio elaborato dall’Università del Cile, il 21% dei clienti delle società energetiche locali, molti dei quali vivono all’interno dei conglomerati urbani, soffre il freddo all’interno delle proprie abitazioni mentre il 34.3% delle case all’interno delle città non ha un equo e facile accesso a servizi energetici di qualità.
Le combinazioni commerciali di questi settori rendono il mercato immobiliare e quello della diversificazione energetica estremamente interessanti e con immense prospettive per le imprese innovative, di qualità e attente alla sostenibilità, come le imprese italiane.
Il Cile si caratterizza per una notevole diversità di tipologia abitativa, soprattutto, a causa dell’elevata variabilità climatica. Nel Paese abbiamo scenari climatici che mutano, da quello desertico fino a quello antartico. Inoltre, molte sono le differenze interne, per altitudine ed escursione termica. Attualmente, il 97.3% delle abitazioni private si riscalda con stufe o con sistemi di riscaldamento individuale, con uno spreco enorme di energia e notevoli danni ambientali.
Tra le attuali iniziative del governo ritroviamo le campagne di riduzione dei consumi inquinanti, l’ottimizzazione con finanziamenti della qualità termica delle costruzioni, la diffusione di tecnologie più efficienti e le immense opportunità generate dai sussidi governativi per l’istallazione sia di pannelli solari che di nuove coperture termiche per le abitazioni.
