Il Cristo Redentore bresciano, un indimenticabile luogo sacro italo-brasiliano
Oltre alla solita routine, in un’anonima domenica durante la pandemia, un momento in cui la nostalgia si faceva più soffocante accade una meravigliosa scoperta. Trovare Bienno, un antico borgo medievale ricco di arte, cultura, palazzi, musei storici, ottimo cibo locale, pittoreschi cortili e circondato dal verde delle montagne.Situato nel nord Italia, in Lombardia. Facilmente raggiungibile, a circa 70 km dal capoluogo di provincia, è una perla da scoprire.Il luogo sacro dove la gente arriva per respirare meglio e purificarsi.Una località dove la natura è protagonista, uno degli spettacoli naturali e religiosi più incredibili e uno dei borghi più belli della Provincia di Brescia.Uno di quei posti che cambiano la vita. È meta turistica per ammirare la grande scultura del Cristo , dorata in oro zecchino e opera dello scultore Timo Bortolotti, collocata sul colle di Bienno, il cuore della Valle Camonica.Sotto di essa c’è la scritta, anch’essa in oro:
CHRISTO REGI REDEMPTORI CAMUNIA VALLIS EREXIT MCMXXIX – MCMXXXI
(A Cristo Re e Redentore la Valle Camonica eresse 1929/1931)
Il Cristo Redentore bresciano, in bronzo e rame, supera i 26 metri di altezza, l’apertura delle braccia è di 8 metri, la sola testa è alta 1,80 metri.Il solo piedistallo su cui poggia è alto ben 16 metri.Il monumento è visibile da gran parte della media Valle Camonica.
Inaugurato il 28 giugno 1931.L’opera era stata inizialmente costruita a Milano, dove lo scultore operava, e trasportata a pezzi fino a Biennio:un trasporto eccezionale per i mezzi dell’epoca. Rappresenta anche un omaggio-tributo ai giubilei di Papa Pio XI e del vescovo di Brescia monsignor Giacinto Gaggia.
CAPPELLA AI CADUTI
Come basamento del Divino Colosso fu eretta una cappella a ricordo dei Caduti di tutte le guerre dell’intera Valle:all’interno un grande crocifisso ai cui piedi piange Maria Maddalena, ai due lati l’apostolo San Giovanni e la Madonna con interessanti affreschi databili tra la fine del quattrocento e l’inizio del Cinquecento.Fu ricostruita nel secolo scorso sull’attuale facciata.Le lastre in marmo presenti, il piccolo altare e il pavimento, riportano i nomi della 14 stazioni della Via Crucis poste lungo i 700 metri della strada che conduce in cima al colle.
SACRARIO DEI CADUTI
Il sacrario risale al 1967.Costruito in granito grazie all’interessamento della sezione locale dei “combattenti e reduci”.All’interno un altare sormontato da una scultura di legno, alcune pietre, armi, cimeli di guerra e una piccola campagna che a ogni alba e tramonto ricorda gli eroi, uomini che pagarono con la vita il tentativo di salvare la patria.
Il Cristo redentore bresciano, dopo un accurato e minuzioso restauro dello strato di colore giallo oro, è tornato a splendere ancora più brillante nel periodo della pandemia.Facilmente raggiungibile, in perfette condizioni liberamente visitabile esso costituisce una tappa di sosta e di serenità per tutti turisti.Da visitare, innamorarsi e sentirsi fin da subito a casa.Dove ti rechi quando cerchi un po’ di pace interiore, quando vuoi stare bene o quando hai bisogno di far uscire tutta la negatività che hai accumulato.Un posto giusto nel senso spirituale, quel luogo che chiami “casa” anche perché ci fa ricordare il Corcovado di Rio de Janeiro. Un ricordo vivido e indimenticabile. Per me, anche se non dovessi più visitarlo per anni, so che sarà sempre là, ad aspettarmi. So che ogni volta che ritornerò in Italia, proverò sempre la stessa sensazione di fede e completa connessione tra Brasile e Italia.Poche cose lasciano a bocca aperta come l’esperienza di sentirsi connessi e in pace con se stessi.Una forma di felicità semplice e accessibile.L’abbraccio del Cristo è rivolto verso la parte bassa della Valcamonica in segno di accoglienza per chi arriva da lontano.Come il sole in oro la statua del Cristo sembra di trasmettere un messaggio ai visitatori, coi segni della sua bontà, misericordia e del suo amore.
Il creatore vi saluta cosi:
Forza, coraggio, figlioli!Io ho vinto la morte e voglio dire che vi amo!
Per chi volesse poi visitare il borgo vi è anche un punto ristoro presente nei pressi della statua. Oppure fare una piccola sosta nella bellissima Bienno.
