Il petrolio del Texas aumenta del 3,08% per la riapertura dell’economia e i tagli alla produzione
Chiusurá al rialzo, ieri, per il WTI, il petrolio leggero del Texas, quotato 20 dollari e 39 centemismi al barile, cioé un segno positivo del 3,08%.
E’ la conseguenza della decisione di tagliare la propria produzione di quasi 10 milioni di barili al giorno, un record storico per la Organizzazione dei Paesi Esportatori.
La crisi del Covid 19 aveva praticamente bloccato il mercato. In quanto il prezzo estremamente basso aveva prima fatto sí che, prima, si aumentassero le scorte a dismisura, riducendo in aprile la domanda di circa il 30%, fino ad arrivare alla sovrapproduzione con un eccesso di offerta stimato in 13 milioni di barili al giorno.
Alcune delle principali compagnie petrolifere del paese hanno deciso di tagliare i loro pompaggi e sono state costrette a chiudere alcuni dei loro pozzi ed interrompere l’attività su alcune piattaforme.
Secondo Paola Rodriguez, analista senior dei mercati petroliferi della società di consulenza Rystad Energy, il mercato sta vivendo “una corsa di due forze” che sono il rapporto di occupazione del magazzino e la velocità con cui si riprenderà la domanda globale mentre l’amministrazione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sta cercando di migliorare la capacità di stoccaggio del greggio.
