Ilio Capocci, l’italiano che respinse gli USA dalla Repubblica Dominicana
Era l’aprile del 1962 quando gli Stati Uniti invasero la Repubblica Dominicana. Intendevano sostituire il presidente eletto Gaviño, le cui posizioni socialisteggianti erano in contrasto con quelle americane, con un loro fantoccio.
I dominicani opposero una resistenza disperata ed eroica.
Un italiano, Ilio Capocci, che aveva fatto parte dei sommozzatori della Decima Mas durante la Seconda Guerra Mondiale, vi partecipó ed istruí un corpo d’elite della Marina dominicana, quello degli “uomini rana”.
“Un Titano di decine di battaglie che morì il 19 maggio 1965 durante l’assalto al Palacio Nacional, dopo aver trascorso tutta la sua vita flirtando con la morte in altre guerre. Un veterano della Seconda Guerra Mondiale, venuto a morire nella Repubblica Dominicana. Protagonista della battaglia del Puente Duarte, unico veterano di guerra. Insegnò al presidente costituzionalista Francisco Caamaño Deño strategie e tattiche di combattimento. Capocci, che istruiva i militari costituzionalisti, istruí in poco tempo tutto un popolo a battersi per la sua libertà, a sconfiggere in maniera schiacciante gli sbirri traditori, mettendo in evidenza il coraggio del dominicano contro i nemici interni ed esterni. Ilio Capocci è stato uno dei combattenti di maggiore importanza in questo evento storico, epico ed eroico del nostro paese, senza sminuire con questo il valore e il coraggio degli altri indomabili Guerrieri della Libertà.” cosí scrive Henry Osvaldo Tejeda Báez.
Le sue imprese sono ricordate nei libri di storia dominicani che raccontano pure che Ilio, prima dell’assalto al palazzo della presidenza, era stato a colloquio con l’ambasciatore italiano a Santo Domingo. In quella occasione lo aveva salutato con queste parole: ““L’uomo non sa quando né dove nasce, ma può decidere quando e perché morire!”.
Le spoglie di Capocci riposano nel Cimitero dell’avenida Independencia, nella capitale dominicana
