Jet Set: i proprietari a processo a marzo, le famiglie delle vittime chiedono giustizia
A quasi un anno dalla tragedia che ha sconvolto Santo Domingo, la vicenda giudiziaria della discoteca Jet Set è arrivata a un momento cruciale. I fratelli Antonio e Maribel Espaillat, proprietari del locale il cui tetto è crollato l’8 aprile scorso causando la morte di 236 persone e il ferimento di oltre 180, si trovano di fronte a un’udienza preliminare fissata per il 16 e il 23 marzo, in cui si deciderà se ci sono prove sufficienti per rinviarli a giudizio.
I due fratelli sono indagati per omicidio colposo e sono stati già interrogati dal procuratore Wilson Camacho. Secondo l’accusa, avrebbero dimostrato una grave irresponsabilità non adottando le misure necessarie per prevenire il disastro, e avrebbero anche tentato di condizionare alcuni dipendenti dell’azienda, potenziali testimoni chiave nell’indagine.
Il crollo avvenne durante un concerto del cantante di merengue Rubby Pérez, che è tra le vittime. Presenti quella notte anche politici e atleti dominicani. Tra i morti figurava anche Nelsy Cruz, sorella dell’ex giocatore di baseball Nelson Cruz, mentre l’ex giocatore di baseball Octavio Dotel e Tony Blanco hanno perso la vita nell’incidente.
Fuori dal tribunale, i familiari delle vittime hanno manifestato la loro frustrazione e il loro grido di giustizia in attesa che il processo faccia il suo corso. Nel frattempo, una commissione governativa composta da esperti internazionali continua a valutare le cause tecniche del cedimento strutturale, incluso il possibile utilizzo di macchinari pesanti sul tetto e presunte carenze nei controlli ufficiali.
