La Camera di Commercio Italo-Dominicana promuove il turismo nautico
Nonostante la crescita dell’industria nautica nella Repubblica Dominicana sia stata positiva, sono necessari porti migliori e più centri servizi per accogliere il flusso di barche che restano in navigazione per non trovare punti di ormeggio dove approdare, il che sottrae l’ingresso economico alle demarcazioni situato nelle zone costiere.
Dei 2.300 punti di ormeggio nel paese, solo sette soddisfano le caratteristiche fisiche per le imbarcazioni da diporto. Delle 7.000 barche all’anno che navigano lungo la costa settentrionale, solo 800 possono sostare in uno dei sette punti di ormeggio, come informano i direttori dell’industria nautica dominicana che hanno partecipato a una discussione sulle prospettive e le tendenze del turismo nautico nel paese esponendo le condizioni accessibili per incrementare il turismo nautico.
Hanno precisato, nell’incontro tenuto dalla Camera di Commercio italo-dominicana (CCDI), con il supporto dell’Ambasciata italiana nella Repubblica Dominicana, che durante l’anno ogni yacht da diporto che fa scalo nel territorio dominicano lascia circa 8.000 dollari al mese per le spese correnti, a cui si aggiungono manutenzioni, assicurazioni e dipendenti.
Diego Fernández, membro del Consiglio di amministrazione del CCDI, ha indicato che è il primo di numerosi incontri che l’istituzione vuole tenere per promuovere il turismo nautico, secondo quanto scrive il quotidiano Diario Libre.
Ha spiegato che l’obiettivo dell’agenda del turismo in barca a vela è dimostrare l’impatto economico che questo tipo di attività ha sui paesi con la creazione di nuove fonti di occupazione che promettono di migliorare la qualità della vita delle famiglie.
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