La pandemia colpisce anche i Comites
Riceviamo e pubblichiamo.
Pare che l’effetto pandemico abbia colpito anche i Comites, se non altro per la grande attenzione a essi rivolta da parte degli addetti ai lavori vertente sul loro rinnovo o meno.
Più che del rinnovo dei Comites, che, a voler essere obiettivi e pragmatici, sin dal loro insediamento hanno solo confermato di essere degli organismi sterili e inutili, non essendo capaci di dare le dovute risposte alle varie esigenze della collettività, si dovrebbe, dopo questa lunga e improduttiva esperienza, parlare o di una loro totale eliminazione o di una loro effettiva e rivoluzionaria riforma.
E’ inutile speculare adoperandosi per tenere in vita un paziente in via terminale. Infatti il loro rinnovo o meno è solo oggetto di speculazioni di parte. Le loro argomentazioni addotte al riguardo sono solo strumentali e pretestuose, siano che avallino la necessità di allargare la platea dei partecipanti al voto, come se l’allargamento della platea fosse sicuro e garante di un maggiore efficienza del loro funzionamento e quindi di superamento delle carenze dimostrate, sia a causa della pandemia. È come dire, al riguardo, che la scarsa partecipazione al voto nelle tornate elettorali precedenti fosse dovuto all’esistenza di un virus invisibile che serpeggiava già allora tra coloro che erano stati invitati alla partecipazione al voto per il loro rinnovo.
A rigore di logica, considerando che sono state avanzate delle proposte di riforma, non è il caso di chiedersi a che serva questa frenetica e inutile disputa o confronto sulla necessità di questo rinnovamento?
Penso che, a patto che non si vogliano conservare posizioni di potere o d’interesse, personale o di natura politica, o semplici posizioni per esigenze narcisistiche, si possa essere tutti consapevoli della necessità di non prorogare questo inutile andazzo che, nella sostanza, al di là della pura facciata, rende questi organismi obsoleti.
Penso che proprio i loro sostenitori o chi ha creduto in loro debbano riconoscere la necessità di lavorare per la identificazione e costruzione di un nuovo strumento che sappia venire incontro a una collettività i cui bisogni vanno letti e soddisfatti in un’ottica diversa rispetto al modo come ci si è posti finora, adeguando, appunto, gli strumenti e avvalendosi di esponenti che per conoscenza, cultura e capacità sappiano rappresentarla e adoperarsi effettivamente.
Nello Passaro

6 Luglio 2021 @ 14:15
Caro Passaro,
Se i comites sono inutili che dire del famoso CGIE .. FATTO DA POCHI ELETTI E DA MOLTI NOMINATI ??