Legge elettorale, il 42% resta. Cosa cambia per gli italiani all’estero
La maggioranza conferma l’impianto della riforma: niente ballottaggio e premio di 70 deputati e 35 senatori a chi supera il 42%. Ma per gli italiani all’estero c’è una questione importante: i loro voti non entrano nel calcolo della soglia.

La nuova legge elettorale italiana prende forma attorno a un numero destinato a diventare centrale nella prossima competizione politica: 42%.
La maggioranza ha confermato che questa sarà la soglia necessaria per ottenere il premio di maggioranza, respingendo per ora l’ipotesi di abbassarla al 41%. Il meccanismo prevede un sistema proporzionale al quale si aggiunge un premio di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato.
Il testo è però ancora all’esame del Parlamento. Il Senato dovrebbe completare il proprio lavoro entro metà settembre, mentre la terza lettura alla Camera è programmata a partire dal 28 settembre. Restano inoltre aperte alcune questioni, tra cui la cosiddetta norma anti-cespugli e alcuni aspetti delle preferenze.
Come funzionerebbe il premio
Il principio è relativamente semplice.
La lista o coalizione che ottiene più voti può ricevere il premio di maggioranza soltanto se raggiunge almeno il 42%. Se nessuno arriva a quella percentuale, il premio non scatta e i seggi vengono distribuiti con il sistema proporzionale.
Non ci sarà invece il ballottaggio previsto nelle precedenti ipotesi della riforma.
Il premio è fisso: 70 deputati e 35 senatori. Il testo stabilisce inoltre un tetto massimo di 220 deputati e 113 senatori per la componente nazionale.
L’obiettivo dichiarato dalla maggioranza è quello di garantire maggiore stabilità al governo evitando, allo stesso tempo, un sistema nel quale una coalizione possa ottenere il premio con una percentuale relativamente bassa di consensi.
E gli italiani che vivono all’estero?
Qui c’è un elemento che interessa direttamente milioni di cittadini italiani residenti fuori dal Paese.
Gli iscritti all’AIRE votano per la Camera e il Senato attraverso la Circoscrizione Estero, che elegge propri rappresentanti. Il voto viene normalmente espresso per corrispondenza secondo le regole previste dalla legge 459 del 2001.
Ma nel nuovo meccanismo elettorale i voti della Circoscrizione Estero non vengono conteggiati per determinare quale lista o coalizione abbia superato la soglia del 42%.
Lo stesso vale per i voti delle circoscrizioni di Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige ai fini del calcolo nazionale.
Questo significa che un voto espresso da un italiano residente a Santo Domingo, Buenos Aires, New York, Londra o Melbourne continua ad avere valore per l’elezione dei parlamentari della Circoscrizione Estero, ma non contribuisce al raggiungimento della soglia che consente di ottenere il premio di maggioranza nazionale.
È una distinzione tecnica, ma politicamente importante.
Un voto che vale, ma in modo diverso
Per gli italiani residenti all’estero si crea quindi una situazione particolare.
Il loro voto contribuisce all’elezione dei rappresentanti della Circoscrizione Estero, ma rimane fuori dal calcolo utilizzato per stabilire se una lista o coalizione ha diritto al premio di maggioranza.
Non significa che il voto all’estero sia un voto di serie B. Significa che la legge utilizza criteri diversi per due funzioni differenti: assegnare i seggi della Circoscrizione Estero e determinare il vincitore nazionale al quale attribuire il premio.
È un aspetto che sarà particolarmente interessante per le comunità italiane sparse nel mondo, perché riguarda direttamente il modo in cui il loro voto si inserisce nel futuro equilibrio parlamentare.
Le preferenze tornano al centro
Un’altra novità riguarda le modalità con cui gli elettori scelgono i propri parlamentari.
Nel testo attualmente all’esame del Senato si va verso l’introduzione delle preferenze, in sostituzione delle liste completamente bloccate previste dalla prima versione della riforma. Proprio su questo punto, però, rimane un confronto politico acceso anche all’interno della maggioranza.
Restano inoltre da definire alcuni aspetti tecnici della norma anti-cespugli, che riguarda il peso dei piccoli partiti nel calcolo necessario per l’attribuzione del premio.
La partita non è ancora chiusa
Per ora, dunque, il dato politico più chiaro è questo: il 42% resta.
Ma prima che il nuovo sistema diventi legge dovranno ancora essere superati diversi passaggi parlamentari. E alcuni emendamenti potrebbero modificare il testo prima dell’approvazione definitiva.
Per gli italiani all’estero sarà importante seguire soprattutto un aspetto: come verranno disciplinati definitivamente il voto nella Circoscrizione Estero, le preferenze e le modalità di garanzia del voto per corrispondenza.
La riforma non riguarda quindi soltanto chi vive in Italia.
Riguarda anche quella parte crescente della comunità italiana che vive, lavora e vota da fuori dei confini nazionali.
