Marcinelle, a 70 anni dalla tragedia il Museo dell’Emigrazione Marchigiana ricorda gli italiani morti in miniera
A quasi settant’anni dalla tragedia di Marcinelle, il disastro minerario che l’8 agosto 1956 costò la vita a 262 lavoratori, tra cui 136 italiani, il Museo dell’Emigrazione Marchigiana dedica un incontro speciale ai temi del lavoro, della sicurezza e dell’emigrazione italiana nel mondo. L’appuntamento è previsto per il 9 maggio a Recanati, nelle Marche.
L’iniziativa vuole ricordare non soltanto una delle pagine più drammatiche dell’emigrazione italiana del dopoguerra, ma anche il sacrificio di migliaia di connazionali partiti verso Belgio, Germania, Svizzera e Americhe in cerca di lavoro e di una vita migliore.
La tragedia di Marcinelle avvenne nella miniera di carbone di Bois du Cazier, in Belgio, dove un incendio scoppiato nei tunnel sotterranei intrappolò centinaia di minatori. Per giorni l’Italia seguì con angoscia le operazioni di soccorso, fino alla frase diventata simbolo della tragedia: “Tutti cadaveri”. Quel disastro segnò profondamente la memoria collettiva italiana e cambiò anche il dibattito europeo sulle condizioni di sicurezza sul lavoro.
Secondo gli organizzatori, l’incontro del Museo dell’Emigrazione Marchigiana vuole collegare quella memoria storica alle sfide di oggi: sicurezza nei luoghi di lavoro, diritti dei migranti e valore umano dell’emigrazione. Temi che restano attuali anche nel 2026, in un mondo dove milioni di persone continuano a lasciare il proprio Paese per necessità economiche o sociali.
