Mattarella no-bis
Riceviamo e pubblichiamo.
Mattarella a conferma dell’ inaffidabilità di una classe politica incapace di svolgere e di meritare il ruolo a cui e‘ preposta. Mattarella „sputtana“ la sua credibilità e si rende involontariamente complice e responsabile di tutta questa manfrina a cui, per la sua riscontrata incoerenza, si e’ dato luogo. Avrei sperato in un suo netto rifiuto a rigetto di questa logica perversa d’intendere e praticare la politica.
Assistiamo alla pratica di una pseudo forma di democrazia esercitata per concessione di sovranità’ da parte del popolo al Parlamento, che la demanda al sovrano.
L’Italia conferma di essere affetta da uno strano narcisismo.Si guarda troppo allo specchio, illudendosi di guardare oltre.
Visto l’epilogo di queste elezioni, si e’ avuta la sensazione di avere assistito a una sorta di farsa dall’esito scontato, che e‘ passata anche attraverso l’umiliazione della funzione di garante del ruolo di presidente del Consiglio riconosciuto a Draghi, a seconda della convenienza di parte.
Quest’ultimo avrebbe o dovrebbe, per non subire gli umori e i ricatti di questa classe politica, dimettersi cosi’ come il presidente in carica non avrebbe dovuto accettare il nuovo incarico.
Ma il potere ha il suo fascino e ogni pretesto può sempre giustificarne la sua forza attrattiva da cui il genere umano resta servile, forse senza eccezioni.
Caro Presidente, il senso di rispetto, di responsabilità, del dovere da lei invocato può essere preteso anche nei confronti di chi lo esige. Lo Stato infatti lo impone ai suoi cittadini, senza sostituirsi a essi.
La sua rielezione non e’ altro che il solito coperchio atto a soffocare i nauseanti odori che emergono da una pentola all’interno della quale bollono frementi interessi di ogni specie.
Avrei preferito, caro Presidente, che dall’alto della sua esperienza, avesse detto basta a questo modo di fare, denunciandone tutte le contraddizioni. Avrebbe contribuito alla necessaria crescita effettiva di tipo culturale del Paese che, in nome di una ennesima emergenza, presunta o effettiva che sia, ne subisce scelte che contribuiscono a creare ulteriori elementi di destabilizzazione.
Avrei preferito che Lei, anziché accettare, esprimendo la sua autorevolezza, che gli deriva dai riconosciuti meriti per il suo buon operato, si fosse limitato a indicare quel candidato o quei candidati degni di nomina nei quali avrà sicuramente avuto modo d’imbattersi nel corso della sua lunga esperienza da politico e da presidente, anche per dare una svolta di carattere generazionale e di genere, che avrebbero potuto garantire al Paese lo stesso apporto che Lei ritiene di assicurare confermando la sua disponibilità.
La sua mancata rinuncia, non sottraendosi, non costituisce, a mio modestissimo avviso, un comportamento da prendere ad esempio.
Buon lavoro, Presidente Mattarella!
Nello Passaro
