Nuovi scenari criminali: il cybercrime
La tecnologia informatica ha comportato dei cambiamenti epocali in ogni settore della vita umana e offre molteplici opportunità rappresenta altresì un terreno fertile per nuove metodologie di aggressione a beni giuridici, aventi rilievo penale, e, dunque, una nuova frontiera di lotta alla criminalità.
Può offrire innovativi strumenti e mezzi per la ricerca delle prove e, in generale, per il contrasto a gravi fenomeni criminosi.
A controbilanciare l’information and Communication Technology troviamo il cybercrime: il complesso delle azioni con finalità criminali, che si perpetuano nel cyberspace (si pensi alle frodi informatiche, ai furti d’identità, alle estorsioni da ransomware, al riciclaggio online, etc.).
La criminalità informatica, dunque, un fenomeno , come ogni innovazione tecnologica, che ha portato con sé problemi di sicurezza, nel contesto delle tecnologie che si identificano come problemi ontologici, poiché connaturati nella natura stessa della tecnologia.
Tali fenomeni criminosi, aventi anche natura cyber, sono una grande sfida degli Stati, per l’evoluzione delle politiche criminali, e incalza nel dare impulso a un nuovo approccio ideologico e metodologico di portata globale.
Tale esigenza è avvertita maggiormente nel contesto dei reati informatici.
Il cybercrime, invece, si distingue, ad es., per la connotazione transnazionale del reato, che è borderless, cioè privo di confini o a-spaziale, caratteristica inedita tra tutti i crimini, che non trova precedenti nella storia nelle tradizionali attività delittuose e che lo rende il reato per antonomasia del terzo millennio.
Caratteristica peculiare della minaccia criminale nel cyberspace è la distanza tra i criminali informatici e le loro potenziali vittime. La condotta illecita cyber può concretizzarsi in più azioni, svolte in tempi diversi o contemporaneamente da più soggetti agenti o da uno solo in una molteplicità di luoghi o in uno spazio virtuale.
La condotta innesta processi elaborativi poliedrici e di trasferimento di informazioni, che passano in tempi lunghi o reale attraverso spazi indeterminati. Così una o più vittime possono essere colpite dall’aggressione informatica, immediatamente o a distanza di tempo1.
Preso atto delle caratteristiche della minaccia criminale informatica, è chiaro che il cibercriminale si trovi in una posizione di vantaggio rispetto al criminale tradizionale.
Stiamo parlando di reati mediati informatici, hackers che si insidiano e le così dette organizzazioni a sfondo mafioso denominate e conosciute come “ Romance scammers”. Questi sono solo l’inizio di una lunga serie di figure che l’innovazione tecnologica ha creato e creerà negli anni futuri.
Nel dettaglio si evidenzia un cyber crimine finanziario e bancario che affianca ed appoggia il fenomeno che va allargandosi a macchia d’olio. La fulminea svolta di “N26”, star delle neo-banche europee con 7 milioni di clienti, preoccupa il supervisore. Inadempiente a causa dello scandalo Wirecard, la BaFin, l’Autorità tedesca di vigilanza sui mercati finanziari, ha preso una decisione rara martedì: inviare un supervisore speciale per monitorare l’attuazione delle procedure antiriciclaggio.
La star europea delle neo-banche dovrà aprire le porte a un supervisore appositamente inviato dalla BaFin, l’autorità tedesca di vigilanza sui mercati finanziari, per verificarne le procedure. Una decisione rara.
Dal canto suo la N26, una challenger bank attiva anche in Italia, ha pagato una multa da 4,25 milioni di euro in Germania per presunte mancanze sui controlli anti-riciclaggio riscontrate dall’autorità di vigilanza Bafin. La sanzione è stata inflitta lo scorso luglio, ma è stata resa nota solo mercoledì 29 settembre. Una nota della società ha chiarito che la multa è collegata alla tardiva segnalazione di una cinquantina di operazioni sospette nel 2019 e nel 2020.
Ma non basta perché l’istituto bancario continua a colpire ed appoggiare il fenomeno criminoso tecnologico legato alle organizzazioni di portata internazionale come le già succitate “ Romance scammers” e di cui la Procura Europea deve indagare e pronunciarsi urgentemente. Lo stesso dicasi per le Procure Italiane. Un domanda sorge spontanea: A che punto siamo?
Domizia Di Crocco
