Passato, presente e futuro del Made in Italy in USA: Mucci (We the Italians) intervista Antonino Laspina (Ice NY)
“Se il Made in Italy è un aspetto fondamentale della presenza italiana in America, ormai non solo dal punto di vista commerciale ma anche da quello diplomatico e culturale, è l’ICE che si occupa principalmente di seguire il sistema della promozione e della distribuzione dei prodotti italiani negli Stati Uniti. L’ICE è presente in America con cinque uffici, divisi territorialmente ma anche tematicamente. A coordinare tutto è l’ufficio di New York, guidato da un paio d’anni da Antonino Laspina, un esperto dirigente che ha girato il mondo ed è stato anche a capo del marketing dell’ICE in Italia. L’intervista al Direttore dell’ICE di New York è stata per me davvero molto interessante, e sono sicuro che lo sarà anche per i nostri lettori. Un grazie di cuore al Direttore Laspina per la sua disponibilità”. Inizia così l’intervista che Umberto Mucci, fondatore e direttore di “We the italians” portale dedicato a Italia e USA, ha realizzato ad Antonio Laspina, direttore dell’ICE di New York.
“D. Direttore, per prima cosa una nota personale: nella storia della sua famiglia c’è un legame con l’America, giusto?
R. Sì, è vero. Un mio bisnonno con un suo fratello nel 1906 decisero come tanti altri di andare in America. Rimasero circa tre anni, poi però decisero di rientrare come tanti. La mia famiglia non aveva dato grande enfasi a questo episodio. Tuttavia per me, che sono cresciuto nella casa del nonno materno, il figlio di questo signore che temporaneamente era stato italoamericano, non era qualcosa banale. Da ragazzino notavo oggetti che erano completamente avulsi rispetto alla classica decorazione di una casa siciliana, e quindi iniziai a chiedere e cominciò a venire fuori questa cosa: erano oggetti riportati dall’America dal mio bisnonno, e iniziarono ad aggiungere notizie su di lui.
Il mio nonno materno mi regalò una penna stilografica di suo padre e io l’ho usata molto perché negli anni ‘80 la penna stilografica andava molto di moda e a me faceva piacere avere una penna stilografica comprata negli Stati Uniti. Al di fuori di questo, nella mia carriera anche prima di venire a lavorare qui ho incrociato diverse volte i mercati statunitensi, in particolare in due occasioni che amo ricordare. La prima fu quando feci parte della delegazione che venne in visita subito dopo l’undici settembre. Fummo ricevuti dal sindaco Giuliani che ci portò addirittura sul posto, e ricordo momenti davvero toccanti, sensazioni molto forti. La seconda riguarda la mia partecipazione a un progetto che era stato creato dallo IAI (Istituto Affari Internazionali), un centro studi italiano di relazioni internazionali con sede a Roma. Il progetto si chiama Young Leaders e ha visto nel tempo la selezione di giovani emergenti. Ricordo che nel 1997 grazie a questo programma andai a San Francisco per un corso di una settimana e, andammo a pranzo con l’allora ancora poco conosciuta Nancy Pelosi”.
L’intervista completa disponibile a questo link. (aise)
