Perché l’Europa ha paura della pace in Ucraina
Da più di due anni assistiamo, impotenti, a un conflitto che ha cambiato il volto del continente. Eppure, ogni volta che si pronuncia la parola “pace”, cala un silenzio imbarazzato. Perché l’Europa sembra non volerla davvero?
La verità è che la pace fa paura. Fa paura ai governi che temono di passare alla storia come deboli, pronti a “regalare” vittorie a Mosca. Fa paura alle industrie che oggi stanno facendo affari d’oro con la corsa agli armamenti. Fa paura a chi ha chiesto sacrifici enormi ai cittadini – bollette alle stelle, nuove dipendenze energetiche – e ora non saprebbe come giustificarli se tutto finisse domani.
Ma soprattutto, fa paura perché obbligherebbe l’Europa a guardarsi allo specchio: scopriremmo di non avere una politica estera comune, di essere ancora troppo dipendenti da Washington e incapaci di definire da soli i nostri interessi strategici.
Eppure, una via d’uscita esiste. Continuare a inviare armi senza una prospettiva politica significa solo allungare l’agonia. L’Europa dovrebbe avere il coraggio di proporre un piano di pace europeo, autonomo, che preveda tre punti chiave:
-
Garanzie di sicurezza reciproche, con un sistema che protegga l’Ucraina ma non trasformi la Russia in un nemico eterno.
-
Un nuovo equilibrio energetico, che non riporti indietro le lancette al gas russo, ma nemmeno lasci l’Europa prigioniera delle importazioni americane.
-
Un grande piano di ricostruzione per l’Ucraina, sul modello del Piano Marshall, che trasformi la guerra in un’occasione di sviluppo e integrazione economica.
L’alternativa è semplice e crudele: altri anni di trincee, di morti e di macerie.
Ma c’è un ultimo nodo: quanto conta davvero la posizione europea se domani Donald Trump e Vladimir Putin decidessero di mettersi d’accordo e imporre la loro “pace”? La risposta è amara: in questa partita l’Europa pesa come il due di picche.
Ed è proprio questa irrilevanza il vero pericolo: perché senza un’Europa capace di decidere da sola, la pace non sarà mai né giusta né duratura.
