Piero Solari: il cuore italiano della musica peruviana
Quella che ritrovò al suo rientro dalla prigionia in Russia, era un’Italia distrutta dalla guerra, con poche prospettive per gran parte dei suoi cittadini e praticamente senza speranze per chi faceva dell’arte la sua professione.
Piero Solari decise di unirsi ai milioni di italiani che nel corso dei secoli abbandonarono la terra natale per cercare nuove opportunità. Per Piero quel sogno si chiamava Perù.
Figlio di Giuseppe Solari e Amelia Sanguineti, Piero era nato a Chiavari il 29 giugno 1924, trascorrendo la sua infanzia a Palazzo Dallorso, in Corso Genova. Dotato di un innato talento, fin da ragazzino veniva invitato a cantare in feste di beneficenza e feste mondane nella zona, destando l’attenzione del sassofonista Mario Podestà, che lo convinse a partecipare a uno spettacolo musicale al Teatro Cinema de Lavagna. L’intuizione si rivelò esatta, con il giovane Piero che iniziò a conquistare riconoscimenti e premi, nonostante l’avversione da parte del padre.
Solari, come tanti altri italiani, fu arruolato durante la seconda guerra mondiale e fu fatto prigioniero. Trascorse la prigionia nei campi di concentramento russi dove rimase fino al 1946 per poi tornare in Italia e scegliere ancora una volta la via della partenza. Questa volta verso il Sudamerica. Piero salpò insieme al fratello Armando e alla madre (il padre era morto nel 1944), attesi a Lima dalla sorella Laura, sposata con Mario Canepa, titolare di un’importante industria di articoli in metallo, la S.I.A.M.
Sbarcato nel porto di Callao il 16 dicembre 1947, Piero lavorò per cinque anni con il cognato senza mai dimenticare la propria passione artistica. Con la sua voce baritonale si esibì in molte stazioni radiofoniche e nei teatri più importanti della città, divenendo un apprezzato interprete della musica italiana e genovese e poi eseguendo anche brani locali.
Nel 1953 aprì una tipografia in Jirón Chota 1184 denominata RAISOL (anagramma di Solari) ma dopo 25 anni di fiorente attività vendette l’azienda per dedicarsi completamente al canto e allo spettacolo.
Piero Solari partecipò al primo spettacolo andato in onda nella televisione peruviana, esibendosi come cantante e conduttore. Nell’occasione ricevette il presidente Manuel Prado Ugarteche e i suoi ministri.
Durante la sua carriera televisiva cantò sia insieme ai più grandi artisti peruviani sia con i cantanti italiani che si erano spinti fino a Lima: Domenico Modugno, Nicola Di Bari, Raffaella Carrà, Rita Pavone, senza peraltro disdegnare duetti con altri artisti di diverse nazionalità come Maurice Chevalier, Charles Aznavour e Julio Iglesias.
Nel 1972 Piero Solari si propose come autore, produttore e direttore d’orchestra del fortunato spettacolo “100 anni di canzoni italiane”, un evento di successo che venne riproposto in altre città peruviane, argentine e venezuelane oltre a essere trasmesso in televisione. Il successo gli valse il conferimento del titolo di Cavaliere della Repubblica Italiana per il suo contributo alla diffusione della cultura del suo Paese d’origine.
Nel 1983 Piero Solari poté dare corpo a uno dei suoi grandi sogni. L’artista ricostruì a Lima il teatro Cannout, successivamente acquistò e restaurò un imponente complesso di rilevanza artistica e architettonica, dichiarandolo monumento nazionale trasformandolo nel Centro Culturale Juan Parra del Riego, in onore di uno dei più grandi poeti del paese.
Sposato con Gloria Recavarren Parra del Riego, e padre di Giampiero, Francesca, Federico, Marco Aurelio e Gloria María, insieme ai propri figli ha continuato l’attività produttiva sia in America che in Italia fino alla morte, arrivata nel novembre del 2001.
Il testimone da anni è passato al figlio Federico, che ha lavorato con Adriano Aragozzini, organizzando due edizioni del Festival di Sanremo. Con le «Produzioni Artistiche Solari», Federico prosegue il cammino di papà Piero e porta artisti stranieri in Italia e organizza eventi con artisti italiani come Laura Pausini, Morandi, Venditti, Ramazzotti, Biagio Antonacci.
Nel ricordo dei peruviani il grande divulgatore della musica italiana resterà però soltanto lui: Piero Solari.
